Luciano Zara e Federica Porfidi (SEL Terni)

di Fabio Toni

«Il consigliere (o l’assessore, se è entrato anche in giunta) è mio». «No, è mio». «Allora è un po’ di tutti e due». Dopo il voto succede anche questo, specie quando le liste tengono insieme anime diverse. Giusto il tempo della campagna elettorale: cinque minuti dopo la croce sulla scheda, qualcuno è già pronto a riprendere la sua strada. A meno che sul piatto non ci sia qualcosa di cui vale la pena discutere. Consiglieri, appunto. O assessori.

Fra gli esempi, in questo caso diversi fra loro, abbiamo la lista Progetto Terni, nata da un mix fra Comunisti italiani e soggetti civici, e Sel – Sinistra per Terni. In quest’ultimo caso c’è anche il nome a rimarcare i rispettivi territori: il partito (Sel) e la parte civica (Sinistra per Terni con l’associazione Berlinguer).

Progetto Terni Per contestare la mancata nomina in giunta di Giuseppe Mascio, primo degli eletti nella lista Progetto Terni, si è messo in moto il Partito dei comunisti italiani di cui Mascio è segretario regionale. La ‘bandierina’ in questo caso era scontata, ma sarebbe interessante capire cosa ne pensa lo stesso Mascio, in predicato di assumere la guida dell’assemblea di palazzo Spada. Specie dopo che la segreteria provinciale del Pdci lunedì mattina ha mandato messaggi inequivocabili al sindaco («la presidenza del consiglio comunale è un ‘contentino’ inaccettabile») e – soprattutto – all’ex assessore regionale a cui è stato detto più o meno così: ‘non devi accettare la nomina e siamo sicuri che non lo farai, ma se dovesse accadere ricordati che noi ora siamo all’opposizione. E anche tu’. Timidamente, ciò che rimane di Progetto Terni ha preso tempo: ‘condividiamo tutto ma diremo la nostra nei prossimi giorni’. Probabilmente quando i giochi saranno già fatti.

Sel – Sinistra per Terni Più articolata la questione che lega (o divide, dipende dai punti di vista) Sel e Sinistra per Terni. A raccogliere più voti nella lista unitaria sono stati i ‘transfughi’ di Rifondazione, in quota Sinistra Per Terni: Francesca Malafoglia, la cui nomina ad assessore (e vicesindaco, prima donna nella storia di Terni) ha aperto le porte del consiglio comunale all’altro grande ex del Prc, Silvano Ricci.

Conseguenze? Sel, rimasta a bocca asciutta (tanto in giunta quanto in consiglio comunale, anche se lì il sindaco non c’entra), si è sentita ‘tradita’ e messa da parte: «L’avventura della seconda giunta Di Girolamo – spiegano dal coordinamento locale – inizia con uno strappo nei nostri confronti che denota una mancanza di correttezza umana, prima ancora che politica. Abbiamo contribuito con lealtà a costruire la coalizione e ci siamo adoperati per presentare una lista aperta e inclusiva di un arco più ampio della sinistra ternana, raccogliendo le sollecitazioni dello stesso sindaco».

L’attacco Premesse, intese, incontri: anche dopo il voto, Sel ha continuato a sperare in una rappresentanza in giunta. Invano: «Nelle consultazioni abbiamo consegnato le nostre proposte, certi che le cose dette due mesi prima non fossero parole scritte sull’acqua. Invece tutti i protagonisti hanno presto dimenticato, estromettendo Sel con un atto di rottura politico la cui paternità va intestata al sindaco e al Pd che scelgono così di spostare a destra il baricentro della coalizione». Né più né meno i concetti già espressi dai Comunisti italiani con cui si starebbe lavorando per dare vita a un nuovo ‘polo’ della sinistra locale in cui pullulano gli scontenti.

E sulla Malafoglia? Sel definisce la sua presenza in giunta «importante e di valore» anche se «non sufficiente garantire la prosecuzione del progetto del centrosinistra a Terni e in Umbria, visto che è soltanto l’espressione civica di un legame che si vuole millantare a sinistra». Non proprio il massimo.

Fin qui gli insoddisfatti. Poi c’è anche chi, nella lista Sel – Sinistra per Terni, sorride. È la componente civica che attraverso la presidente di Sinistra Per Terni, Rita Ribeca, parla di «apertura del sindaco nei confronti della lista» e sottolinea l’ingresso di Francesca Malafoglia in giunta e di Silvano Ricci in consiglio comunale come «garanzia di serietà, impegno, dedizione e lavoro». Parte anche l’invito all’unità del mondo della sinistra locale: «dobbiamo ricostruirlo e unificarlo nel nome di un bene comune, facendo dei vari percorsi politici un elemento di forza e crescita».

Poche chance Intenzioni che, con il risultato in tasca, i membri di Sinistra per Terni sarebbero pronti a rilanciare in un incontro con gli esponenti di Sel e di altre forze politiche. Incontro sul quale, vista la tempistica e i musi lunghi, nessuno sembra disposto a puntare, al momento, un solo centesimo.

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