Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

La prima seduta del consiglio comunale di Terni, dopo la pausa estiva, ha fatto registrare – oltre alle ormai consuete scaramucce – la prevista illustrazione, da parte del sindaco Di Girolamo, delle linee programmatiche per i prossimi cinque anni. Ma ha anche nesso in evidenza il fatto che, dentro il Pd, la fibrillazione è tutt’altro che sopita.

L’Ast Secondo il sindaco «la questione più rilevante che ci troviamo ad affrontare è il mantenimento della vocazione manifatturiera ed industriale della nostra città e senza voler sminuire le altre questioni aperte, è fondamentale lavorare su quella che è la vertenza cruciale del territorio della regione ma fondamentale anche per il Paese: la questione Ast. Va chiesto al Governo di assumere una posizione netta che veda un confronto vero con la proprietà e non con semplici esecutori, che determini una discussione nel merito senza posizioni e scelte precostituite ed un impulso alla vendita, il più presto possibile ad un soggetto industriale europeo che abbia veramente la volontà di valorizzare l’impianto ternano».

Smart city Ma per essere «competitivi ed attrattivi dal punto di vista territoriale per attivare nuove imprese dobbiamo essere in grado di migliorare la infrastrutturazione e di offrire servizi di qualità a costi competitivi. Per questo lavoreremo per realizzare pienamente il progetto ‘Smart cit’ su cui abbiamo iniziato a lavorare da tempo».

Le infrastrutture Per quello che riguarda l’infrastrutturazione materiale, «oltre a vigilare sul completamento della Terni-Rieti, ormai finanziata in tutto il suo percorso, andrà realizzata la bretella Prisciano-San Carlo, per garantire una mobilità delle merci dal polo siderurgico, più funzionale, meno costosa e meno invasiva ambientalmente. Sarà importante inoltre predisporre, in accordo con la Regione, una gestione qualificata della piattaforma logistica di Terni-Narni, il cui primo stralcio di lavoro dovrebbe terminare in autunno, collegandola funzionalmente all’asse Interporto di Orte – Interporto di Jesi in modo da entrare stabilmente in quella che è definita la “Piattaforma logistica dell’Italia centrale».

«Economia della conoscenza» Per il sindaco è un asset, fondamentale: «Per noi vuol dire puntare soprattutto sulla realizzazione di un distretto culturale avanzato, ma significa soprattutto investire su scuola, università e ricerca ed il sostegno alle attività di ricerca avanzata presenti nel nostro territorio, in primo luogo quella sull’uso delle cellule staminali».

Il turismo I dati dell’ultimo anno, dice il sindaco, «che mostrano un aumento consistente di visitatori nel sito di Carsulae ed una ripresa in quello della Cascata delle Marmore, ci incoraggiano a proseguire ed incrementare il lavoro di marketing avviato in questi anni. Ma soprattutto significa riuscire a promuovere, cosa che non siamo riusciti a fare adeguatamente finora, la figura del nostro patrono, San Valentino».

Il commercio Per Di Girolamo «va promosso adeguatamente, anche utilizzando al meglio le risorse messe a disposizione dalla Regione, il nostro centro commerciale naturale, riqualificandolo e promuovendolo unitariamente, come puntare a risolvere in breve tempo le questioni strutturali che in alcune parti lo rendono poco attrattivo: dall’ex Mercato coperto all’area di piazza Corona».

Qualità della vita Si punterà, promette il sindaco, su «una politica urbanistica fondata sul risparmio di suolo e di energia, sulla tutela del paesaggio, sulla manutenzione dell’esistente e sulla sua riqualificazione. Aumenteremo le aree verdi attraverso le possibilità offerte dal Quadro Strategico di valorizzazione e creeremo un vero e proprio bosco urbano, che contribuirà anche al miglioramento ambientale della città.

L’ambiente Negli ultimi anni, garantisce Di Girolamo, «abbiamo fatto importanti progressi su questo terreno, ma molto resta ancora da fare. A partire da una accelerazione nelle bonifiche, che riguardano in primo luogo il sito Sin di Papigno e, di minor rilievo l’area ex Gruber. In secondo luogo attraverso la piena attuazione del piano di ambito dei rifiuti, incentrato sulla raccolta differenziata spinta e sulla esclusione della termovalorizzazione come fase finale del percorso».

La salute Sarà sostenuta «politicamente, la sempre maggiore qualificazione dell’azienda ospedaliera e ci impegneremo fattivamente, anche attraverso la realizzazione di opere accessorie di nostra competenza, a permettere, nel corso della legislatura, la realizzazione del nuovo complesso sanitario della sede della Usl2 con annessi servizi sanitari, commerciali, residenziali, che andrà a realizzare pienamente, nell’area di Colle Obito, quella ‘Città della salute’ su cui l’amministrazione comunale e la Regione sono impegnate da anni».

Lo sport In questi anni «ha costituito uno dei settori di maggiore impegno e realizzazione dell’amministrazione comunale» e si vuole incrementare la dotazione di impianti «attraverso la realizzazione di un palazzetto, struttura di cui la nostra città è carente e su cui abbiamo ricevuto una interessante proposta da parte di un soggetto privato e confermare la nostra città al vertice nazionale fra quelle che organizzano eventi sportivi di rilievo nazionale o internazionale».

Il ruolo della città Di Girolamo rivendica il lavoro fatto «per costruire una intesa politico-programmatica con alcune realtà urbane laziali volta a definire progetti comuni che intercettino risorse europee dedicate che costruiscano una interlocuzione positiva con l’area metropolitana romana, cogliendone tutte le direttrici di sviluppo: da quello della ricerca a quello del turismo».

Il dibattito Dopo l’illustrazione degli indirizzi generali da parte del sindaco (qui il testo completo) è iniziato il dibattito. Per Thomas De Luca (M5S), sarebbe quanto mai necessario «un salto di qualità, prendendo atto di quello che non ha funzionato, e sarebbe stato opportuno coinvolgere i cittadini prima delle scelte e non dopo». Enrico Melasecche (IlT) ha espresso nel suo intervento una «delusione profonda nei confronti del documento illustrato dal sindaco. Non ci sono date, termini: tutto resta sul generico, con buchi terribili su alcuni temi». Per Stefano Fatale (FI) «i problemi centrali della città restano tutti aperti, a cominciare dal problema della sicurezza e da quello delle grandi infrastrutture da completare, come la Orte-Civitavecchia». Secondo Franco Todini (Il Cammello) «per presentare emendamenti occorre che il programma di governo abbia un impianto ben definito e non aleatorio come questo. Si tratta inoltre di un programma ripetitivo, senza una visione nuova, senza innovazione». Per Faliero Chiappini (CA) il documento «è una griglia di questioni delle cose da fare e sarebbe sbagliato banalizzare un aspetto centrale, quello della contestualizzazione dell’amministrazione locale nel quadro generale della crisi, anzi dei cambiamenti epocali in corso».

Pd a due facce Andrea Cavicchioli (Pd) ha sottolineato che «sulle partecipate dobbiamo avere il coraggio di concentrarci su quelle strategiche, di rivedere il sistema di affidamento dei servizi e di concentrare la gestione dei servizi nelle partecipate che hanno la capacità di svolgere la missione e di intervenire su quelle giudicate non più strategiche». Mentre il suo compagno di partito Valdimiro Orsini si aspettava «più coraggio sull’innovazione della macchina amministrativa. È facile dire ora che abbiamo fallito. Non sarebbe successo se si fosse aperto un confronto in consiglio comunale, nell’interesse di tutta la città. Ora dobbiamo di nuovo intervenire, ma come? Mi auguro che ci sia davvero un confronto e che la nuova riforma non venga rimessa in mano a chi è stato già l’ideatore della precedente riforma che ha fallito, come riconosciuto dal sindaco».

Le scadenze Per i gruppi consiliari c’è tempo fino al 2 settembre per presentare gli emendamenti. Successivamente il documento e gli emendamenti torneranno in aula l’8 settembre, quando sarà completato il dibattito e si procederà al voto.

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One reply on “Terni, il sindaco Di Girolamo detta le linee-guida: «Ecco cosa faremo nei prossimi cinque anni»”

  1. …e l’immigrazione? Con presidi di extracomunitari ovunque? Con parcheggiatori abusivi ovunque? Che non si può stare più tranquilli ad uscire e non solo di notte?
    E il fatto che Terni è una città sporca che fa schifo anche camminarci un “pisciatoio” con macchie di pipì ad ogni angolo della città? Per non parlare della sporcizia ad esempio della passerella davanti alla stazione e alla stazione dove oltre le macchie c’è anche un forte odore? Non ci sono regole non c’è ne rispetto ne buon costume, dovrebbero sanzionare aspramente e rendere la città piacevole e ben lontana dal tugurio che è, come si può far passare il concetto di rispetto a gli altri se questo non parte da noi! Sono di terni e inizio a vergognarmene.

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