di Marco Torricelli
Il centro destra ternano, nel quale si possono o vogliono riconoscere molte delle liste civiche giù in campo o in fase di definizione, cerca di trovare un punto di equilibrio dopo le polemiche dei giorni scorsi – che proseguono con molta vivacità sui social network – e, soprattutto, dopo il fallimento del ‘vertice sui programmi’, trasformatosi in una battaglia sui nomi e che ha determinato, alla fine, la decisione del candidato di Forza Italia, Dario Guardalben, di chiedere che si faccia ricorso alle primarie di coalizione.
Nevi Il primo a parlare, in una domenica di pieno attivismo, è stato il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi, secondo il quale gli organi di informazione descrivono «un centro destra messo molto peggio di quello che è nella realtà. La verità è che la riunione dell’altra sera, da me promossa (con Fratelli d’Italia e Nuovo centro destra; ndr) si è interrotta più per sterili e deprecabili polemiche personali che riguardano il passato che a vere e proprie differenze politico programmatiche».
Le primarie La dimostrazione, secondo, Nevi «sta nella presa di posizione del professor Guardalben che, a dispetto di quello che diceva qualche seminatore di zizzania, non vuole spaccare il centro destra ma tentare di unirlo ancora di più e a tal fine, se non ci si riesce attraverso il confronto della classe dirigente, ha proposto il metodo delle primarie. È una novità assoluta, che condivido al 100%, e che sommessamente avevo proposto un anno fa a livello regionale. Quindi proporrò, appena dopo le feste, di fare questo percorso ma con la massima velocità perché Forza Italia non vuole perdere tempo».
Forza Italia Decisamente più duri i toni che usa, invece, il duo composto da Enrico Masciarri e Sergio Bruschini, il coordinatore provinciale Forza Italia ed il suo vice: «Il nostro candidato sindaco lancia le primarie di coalizione del centrodestra che il partito provinciale sostiene. Un generale – dicono i due – quando è chiamato ad affrontare l’avversario, il suo esercito lo segue senza esitazione e così è per ciò che riguarda questa scelta. Ora gli altri partiti di centro destra che hanno volontà di scendere nella vera competizione per vincere le elezioni ci dicano cosa vogliono fare, i tavoli ormai non servono più sono superati dagli eventi che Forza Italia ha lanciato».
I tempi Entro la prima metà di gennaio, chiedono Masciarri e Bruschini, «emergano le altre proposte, candidati e programmi degli altri partiti di centro destra. La vera scommessa del centro destra, che Fi ha imposto e vorrebbe imporre, è solo quella che la campagna elettorale sia da subito iniziata con il confronto e le iniziative nella città e non nelle stanze della politica, come accaduto tropo spesso in passato».
Le liste civiche Pronte ad infilarsi negli spazi che si dovessero aprire, alcune liste civiche – quelle che si riconoscono in un coordinamento – fanno l’approccio: «Negli ultimi giorni abbiamo appreso una serie di dichiarazioni che potrebbero aprire scenari nuovi in vista delle prossime elezioni amministrative, con l’inizio di un confronto allargato anche alle liste civiche. Se la finalità è di costruire finalmente un credibile, ampio e convinto fronte comune del cambiamento, non può che esserci la nostra disponibilità al confronto. Se invece si ritiene di utilizzare il mezzo primarie nell’ambito del centrodestra solo per individuare il candidato sindaco con le solite logiche legate a vecchi schemi, e magari per imporsi sugli altri, crediamo che non avrebbe alcun senso un nostro coinvolgimento».
