Si alza lo scontro politico dopo alcune dichiarazioni rilasciate da Salvatore Buzzi nell’ambito delle indagini su Mafia Capitale rilanciate da alcuni quotidiani nazionali in cui si lascia intendere un presunto coinvolgimento di una cooperativa ternana. Forte lo scontro politico tra i diversi partiti locali.

L’inizio della storia Tutto parte da un comunicato del Movimento 5 Stelle ternano in cui vengono rilanciate le parole di Buzzi con una stoccata anche ai politici locali. «Il silenzio assordante della politica – si legge nella nota – lascia sconcertati e pone immensi quesiti che ci auguriamo davvero possano essere svelati nei prossimi mesi. Accuse di tale gravità non possono essere lasciate cadere senza nemmeno una richiesta di spiegazioni nei confronti degli interessati». Il riferimento è al presunto coinvolgimento della Cosp Tecno Service nell’inchiesta emerso dalle dichiarazioni di Buzi al magistrato.

La smentita Pronta la replica dell’azienda che smentisce di aver preso parte a qualsiasi illecito precisando alcuni punti: «La Cosp Tecno Service non è assolutamente a conoscenza dell’incontro svolto a Bologna e relativo a gara indetta da Ama Spa (citato da Buzi, ndr) in quanto la scrivente non è mai stata assegnataria dei 5 lotti oggetto della nota in questione. La Cosp Tecno Service dal 2012 non ha più alcun rapporto con la Coop 29 Giugno e con altre cooperative e società ad essa collegate e/o riconducibili, così come ogni rapporto contrattuale ed operativo con la Soc. Ama SpA è cessato sempre nel 2012. Inoltre la Cosp Tecno Service, non ha mai avuto contratti o lavori assegnati dal Comune di Roma. In data 23 dicembre 2014 la Procura di Terni ha richiesto a Cosp Tecno Service una serie di documenti a comprova dell’estraneità della stessa cooperativa a Mafia Capitale, non rilevando alcun tipo di elemento. Nel periodo compreso tra il 26 marzo ed il 24 aprile Cosp Tecno Service è stata oggetto di ispezione straordinaria da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, ispezione conclusasi senza alcuna irregolarità».

Querelato Melasecche Questa la parte giudiziaria. Da lì poi via alle prese di posizioni politiche. «Le notizie che giungono da Roma – scrive Enrico Melasecche, consigliere comunale della lista civica ‘I Love Terni’ – sotto l’incalzare del procuratore Pignatone, continuano a far emergere assonanze, come sostengo non da oggi, con questa sorta di ‘regime della conca’ che molti degli esponenti del locale Pd, peraltro agli antipodi del rinnovamento sostenuto da Renzi, ci costringono a subire. Ho avuto la notifica da parte del tribunale di Terni per una querela di Di Girolamo per aver io dichiarato, come consigliere comunale, ciò che anche ciechi e sordi vedono e sentono».

Fratelli d’Italia Ad alzare il dibattito nelle ultime ore poi lo scontro tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. «Che il M5S sia il principale responsabile della riconferma del Pd al governo di Terni e dell’Umbria l’abbiamo già ricordato molte volte e, comunque, a Terni e in Umbria lo sanno proprio tutti. Certe reazioni scandalizzate dell’ultima ora, magari di fronte alla scoperta dell’America di possibili commistioni tra Mafia Capitale e qualche cooperativa ternana, a noi fanno solo ridere. Gli amici ternani del M5S la smettano di fare i tribuni. Rinuncino all’idea che Facebook sia la nuova agorà della politica. Si rassegnino al fatto che un comunicato-stampa tanto per chiacchierare non affronta e non risolve nessuno dei problemi. Lascino lavorare chi sta lavorando. E, per il resto, la piantino di domandarsi retoricamente dov’è che sta l’opposizione. Dov’è che stava, la loro pseudo-opposizione parolaia, quando noi ci preoccupavamo nelle sedi competenti – per primi e da soli – di servizi essenziali ai cittadini come quelli erogati dalla polizia municipale, come quelli che hanno a che fare con le case popolari o con i servi educativi per l’infanzia. Ciascuno faccia il proprio lavoro, a cominciare dalla magistratura. E i grillini di casa nostra, intanto, pensino a studiare: ora che il loro mentore ha assunto sull’immigrazione posizioni ancora più leghiste della Lega, ne hanno di cose da imparare e giravolte da disegnare, magari anche su Facebook».

La replica dei Cinque Stelle  Dal profilo Facebook del consigliere dei Cinque Stelle Thomas De Luca ecco la risposta a Cecconi. «Dopo lo sfogo dei Fratelli d’Italia una ‘sicurezza’ l’abbiamo tutti: se c’è una maggioranza improbabile che è ancora in vita il merito sta tutto nella fiera delle vanità allestita dagli ambulanti dell’opposizione. Chiunque voglia cambiare questa città al collasso deve prima rinunciare allo sgabello dove si è soliti inscenare la ruota del pavone. Il fiato corto tipico della conca dipende tanto dallo smog quanto e soprattutto dalla mancanza di speranza».

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