Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

L’occasione, mercoledì mattina, era festosa – si inauguravano dei giardini pubblici ed un parcheggio a Gabelletta – ma il sindaco Di Girolamo, dopo i sorrisi e le strette di mano, ha deciso che era il momento di dire due cosette.

I lavori Con un investimento complessivo di 200 mila euro – e un intervento diviso in due stralci – è stata realizzata un area ludica attrezzata, una piazza ed un parcheggio per 50 posti machina: «Questa è la terza inaugurazione – dice il sindaco – che facciamo nella città nell’ultimo mese. Dopo il nuovo centro socio-culturale di Valenza e il ristrutturato canile di Colleluna, con questa realizzazione dotiamo un quartiere interessato in questi anni da rapido sviluppo residenziale e commerciale, di servizi indispensabili quali aree di sosta, verde attrezzato, giochi per bambini di ultima generazione».

Le precisazioni Alla fine della legislatura, insiste Di Girolamo, «avremo realizzato o saranno in corso di realizzazione opere per oltre 100 milioni di euro, più di 45 finanziati con risorse proprie, con pagamenti alle imprese che arriveranno a 120 milioni di euro, rispettando comunque il patto di stabilità». E poi il sindaco va giù piatto: «Questo è il nostro stile ed il nostro modo di esercitare la funzione pubblica. C’è chi si esercita in prove muscolari, usando esclusivamente la lingua per riempire di chiacchiere vuote le assemblee elettive o i giornali – scandisce – e chi ha scelto di operare per fare e non arrendersi al ‘ha da passà ‘a nuttata’».

La sfida Uno scatto di orgoglio, insomma, da parte di Di Girolamo, che sembra parlare più ‘a suoi’ che ad altri: «Questa è stata la scelta mia e della mia giunta, e non c’è da cambiare alcun passo – dice, infatti – perché il passo lo abbiamo cambiato fin dall’inizio di questa esperienza, e le tante cose fatte a livello sia strutturale che politico stanno lì a dimostrarlo. Altra cosa invece è operare affinché in questo ultimo tratto di legislatura si concentri nella realizzazione di progetti significativi che qualifichino ulteriormente Terni. Se si vuole contribuire al bene della città, senza preconcetti e pregiudizi, c’è la piena disponibilità a confrontarsi».

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