di Marco Torricelli
C’è ancora da chiarire il piccolo giallo della sezione elettorale numero 95, la cui urna – insomma, la scatola – è stata sigillata alle 2 di notte per essere trasferita in tribunale. Ma comunque sarà ballottaggio, a Terni tra il sindaco uscente, Leopoldo Di Girolamo, per il centro sinistra e Paolo Crescimbeni, per il centro destra.
Il giallo Una manciata di schede, insomma, rendono ancora impossibile l’ufficializzazione del risultato – sarebbero sorti dei dissidi sull’interpretazione della reale volontà degli elettori, nell’esprimere il voto – ma il quadro è decisamente chiaro.
I voti Il dato provvisorio, ma la sezione elettorale mancante sposterà di un niente) dice che il sindaco uscente Leopoldo Di Girolamo, centro sinistra, con 26.882 (47,0 %), e Paolo Crescimbeni, centro destra, con 11.565 (20,22%), hanno conquistato il diritto allo spareggio.
Gli altri Angelica Trenta Movimento 5 Stelle, ha collezionato10.519 preferenze (18,39%), Franco Todini, con ‘Il Cammello), 2.004 (3,50%), Lorenzo Carletti, di Rifondazione comunista, 1.516 (2,65%), Dario Guardalben, de ‘La buona città’, 1.479 (2,59%), Valerio Mecarelli, con Terni da salvare, 966 (1,69%), Francesco Bartoli, di Democrazia diretta, 733 (1,28%), Piergiorgio Bonomi, di CasaPound, 508 (0,89%), Stefano Bolletta, di ‘Terni bene comune’, 398 (0,70%), Romano Sciarretta, con ‘Terni libera’, 380 (0,66%), Enrico Busco, del Pin, 241 (0,42%).
Il Pd Leopoldo Di Girolamo, al primo turno delle elezioni di cinque anni fa, aveva ottenuto 32.832 voti (49,4%). Il suo partito, il Pd, il 19.837 (31,7%). Stavolta si è fermato a 17.33 (30,63%)
La tattica Positiva, senza dubbio, è stata la decisione di far ‘scindere’ in due quella che nel 2009 era la lista civica ‘Progetto Terni-Cittaperta’ e che aveva collezionato 3.349 voti (il 5,3%): ‘Progetto Terni’ e ‘Cittaperta-Terni dinamica’, quest’anno, hanno raccolto complessivamente 6.322 preferenze (11,19%). Voti e percentuali raddoppiati, anche se qualcosa potrebbero aver eroso proprio al Pd.
Terni Oltre Non ha pagato, invece, il ‘salto del fosso’ da parte di ‘Terni oltre’, che passando dall’opposizione all’appoggio al sindaco uscente, crolla verticalmente e si ferma a 804 voti (1,42%)
Rifondazione Non ha dato i risultati sperati, nemmeno la scelta di Rifondazione comunista: lasciare la coalizione del sindaco uscente per correre da soli e puntare su Lorenzo Carletti come candidato sindaco. I voti portati a casa potrebbero venir buoni, però, nella trattative di queste due settimane che porteranno al voto decisivo. Come pure collezionati dal presidente della circoscrizione Est, Stefano Bolletta: in vista dell’8 giugno, è già aperta la caccia da parte del sindaco uscente.
I delusi Chi certamente sperava in un risultato migliore, tra coloro che si presentavano come possibili alternative al centro sinistra, era Angelica Trenta, ma le urne hanno riservato una brutta sorpresa al Movimento 5 Stelle: tra i voti presi per le europee e quelli per le amministrative c’è un ‘ammanco’ di oltre 1700 voti. Che se fossero invece stati confermati avrebbero cambiato l’esito finale, portando la Trenta al ballottaggio al posto di Crescimbeni. Decisamente peggio di quanto sperassero, invece, è andata a Franco Todini, Dario Guardalben e Francesco Bartoli.
Gli astenuti Gli aventi diritto al voto, per le amministrative, erano 89.765, ma a votare sono andati in 61.112, il 68,08%. Portare ai seggi almeno una parte di quei 28.653 che sono rimasti a casa domenica, potrebbe essere un’arma importante. Ma non sarà facile.
