di M. R.
«Ho preso parte alle ultime due sedute di consiglio comunale per un tempo parziale a causa di altri impegni; a proposito di assenze invece mi preme sottolineare che purtroppo, da tempo, il consiglio comunale non è più luogo di confronto tra consiglieri comunali, sindaco e giunta, dal momento che la presenza degli assessori è diventata un fatto episodico e raro». Così Federico Brizi commenta quanto emerso da voci di corridoio, rispetto agli emolumenti recentemente negati ai consiglieri sulla base delle nuove regole.
Gettoni di presenza Il sistema elettronico del badge non fa sconti e se, per qualunque ragione, un consigliere si trova costretto a lasciare la seduta prima che sia trascorso il 70% dell’intera durata, non ha diritto al cosiddetto gettone di presenza. Secondo indiscrezioni e non dati ufficiali, come già specificato, dall’entrata in vigore di questa nuova norma (deliberata dal consiglio stesso lo scorso marzo), solamente due membri dell’assemblea avrebbero dovuto consapevolmente rinunciarvi. A tal proposito il vicepresidente Brizi ci tiene a chiarire: «Sono sempre rispettoso e consapevole delle nuove regole che ho contribuito a scrivere; molto semplicemente – si difende -proprio per rispetto delle istituzioni e del mio ruolo ho preso parte alle ultime due sedute di consiglio comunale per un tempo parziale a causa di altri impegni».
Il vicepresidente del consiglio comunale attacca la giunta Brizi sapeva che in quel caso avrebbe avrebbe dovuto dire addio al gettone: «Ero pienamente consapevole che non avrei percepito alcun emolumento ma d’altro canto ho anche l’esigenza di portare avanti la mia attività professionale che costituisce la mia fonte di reddito; non essendo un professionista della politica, cerco di coniugare il lavoro con l’impegno civico con uno sforzo notevole. Condivido pienamente il nuovo regolamento sui gettoni di presenza – continua Brizi nella nota – che io stesso ho contribuito a redigere». Tanto per concludere, comunque, l’esponente di Forza Italia tira una bordata all’esecutivo di Palazzo Spada: «Gli assessori sono troppo spesso assenti specie nelle sedute dedicate al question time, con punti all’ordine del giorno continuamente rinviati».
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