di Fabio Toni
La richiesta di un consiglio straordinario per il 14 gennaio e un atto unitario per ribadire la contrarietà «ad ogni ipotesi di trasferimento ad altra sede». Così l’assemblea comunale di Terni si è espressa sul tema ‘caldo’ della riforma sanitaria. In ballo ci sono le direzioni amministrative e i centri operativi della neonata Ausl 2 dell’Umbria, prodotto della fusione fra le aziende sanitarie della provincia di Terni e dell’area folignate-spoletina.
La road map Prima del consiglio straordinario, a cui verranno invitati i rappresentanti istituzionali regionali e la presidente Catiuscia Marini, la road map tracciata da palazzo Spada prevede un intenso lavoro di consultazione con i vertici della neonata Ausl 2 dell’Umbria e i rappresentanti dei sindacati. Il tutto, avendo ben chiaro l’obiettivo: «Terni non può perdere altra strada». Un concetto espresso anche dai cittadini e dai rappresentanti della Uil, presenti in gran numero al consiglio comunale di lunedì pomeriggio con tanto di cartelli. L’assemblea si è fermata una mezz’ora buona per consentire al sindaco e ai capigruppo di ricevere la delegazione formata da cittadini e sindacalisti, pronti ad esternare timori e contrarietà.
Discussione ancora aperta? Le posizioni del consiglio comunale sono le stesse della Fipac Confesercenti che nei mesi scorsi ha raccolto oltre 7 mila firme contro il trasferimento della Asl a Foligno: «Si rischiano conseguenze negative per i cittadini e per le piccole e medie imprese». E che la pressione attorno alla questione sia in crescita, lo conferma anche il documento con cui la direzione dell’Ausl 2 dell’Umbria smentisce un trasferimento tout-court delle direzioni e dei servizi amministrativi a Foligno. «La giunta regionale – si legge nel documento – ha individuato Terni come sede legale e non esiste alcuna sede amministrativa diversa da questa. Il primo problema da affrontare è l’integrazione dei servizi. Dal confronto fra i responsabili delle due ‘vecchie’ strutture sono emersi elementi utili ma che hanno il carattere della provvisorietà, in attesa del completamento della direzione aziendale». E poi: «I vari dirigenti opereranno sulle sedi dove sono già presenti gli uffici che rimangono nella dislocazione attuale”. Un consigliere comunale fa notare come di dirigenti ce ne siamo molti di più a Foligno: «Non siamo disposti ad altri passi indietro», chiosa.


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