di Francesca Mancosu
Iniziamo dai numeri e dalle caratteristiche: «Gestione del Caos – Centro arti opificio Siri, Centro visita e documentazione e sito archeologico di Carsulae, Paleolab e Anfiteatro Romano – con annessi servizi integrati di vendita, accoglienza, caffetteria, guardaroba, pulizia, vigilanza e biglietteria presso il Sistema teatrale (teatro comunale ‘Sergio Secci’, teatro dell’Anfiteatro romano e teatro romano di Carsulae) per un periodo di 5 anni. Per un importo di 2.624.509,33 euro, oltre Iva, di cui 49.180,33 euro per i costi relativi alla sicurezza». Sono quelli del nuovo bando di gara per concessione servizi museali e teatrali pubblicato sul sito del Comune di Terni. Un ‘blitz’, come è già stato definito da molti che sicuramente scatenerà polemiche.
«Il generale agosto aiuta sempre» Questo il commento a caldo di Federico Pasculli, consigliere comunale di quel Movimento 5 Stelle che già in campagna elettorale si scagliò più volte contro la gestione museale e che riparte subito alla carica: «L’uscita di questo bando di gara, avvenuta senza alcuna discussione in consiglio comunale, segue alle delibere di giunta (la passata e l’attuale) che spingono nella direzione dell’esternalizzazione dei servizi senza alcuna discussione e confronto critico su quanto la gestione di questo sistema e dunque l’esternalizzazione in sé abbia portato benefici o meno alla cittadinanza e all’amministrazione».
L’attacco Ancora una volta, dicono i ‘grillini’, «una politica che si muove nell’ombra e che non ama confrontarsi in modo trasparente con i rappresentanti dei cittadini nelle Istituzioni si affretta, in pieno agosto, a decidere per tutti, eludendo i passaggi fondamentali della prassi democratica che vorrebbero un confronto oggettivo su una tematica del genere in vista anche della prossima presentazione del bilancio preventivo che avrà luogo a breve in consiglio comunale e di cui le parti relative alle esternalizzazione dei servizi rappresentano una voce fondamentale del bilancio stesso. Un bando, peraltro, pubblicato in pieno agosto e con una scadenza di appena un mese e mezzo, legittima molti sospetti sulla reale volontà di aprirne la partecipazione al più ampio numero di concorrenti».
La sorpresa Nella conferenza dei capigruppo che si è riunita il 7 agosto «il Movimento 5 Stelle, insieme ad altri esponenti dell’opposizione, ha fatto presente la necessità di discutere in consiglio la questione dell’eventuale esternalizzazione dei servizi museali e culturali e del relativo bando. Il presidente del consiglio, preso atto della volontà dell’opposizione e anche – sembrava – della maggioranza presente, aveva assicurato che la discussione sarebbe stata portata in consiglio ponendo il punto all’ordine del giorno dopo la pausa estiva che finirà intorno al 28 agosto. Al contrario, il giorno successivo appare sul sito del Comune il bando per la gestione dei servizi museali con scadenza il 23 settembre».
La strategia Ancora una volta, è l’accusa, «i cittadini, le associazioni non politicizzate e i rappresentanti in consiglio vengono esclusi da un dibattito che interessa l’intera città. Ancora una decisione di fondamentale importanza viene presa fra pochi, in assenza di qualsivoglia confronto con le realtà esistenti sul territorio, e in un periodo dell’anno nel quale l’attenzione è certamente limitata. Una strategia che smaschera la reale identità dell’attuale giunta che sembra ormai seguire le stesse orme e gli stessi orientamenti di quella che l’ha preceduta».
Mascio Un commento che si innesta sulle polemiche striscianti da anni fra i banchi di palazzo Spada, anche fra rappresentanti della maggioranza come Valdimiro Orsini (Pd) che solo pochi giorni fa insieme a Bencivenga, Bartolini, Cecconi e Todini aveva chiesto un consiglio comunale urgente. A rispondere, ricorda il presidente del consiglio comunale Giuseppe Mascio «ci penserà la giunta, che ha fatto le cose secondo la legge. Io non posso far altro che convocare un consiglio straordinario per discutere la questione: si terrà l’8 settembre».
Armillei A rispondere sulla ‘vexata quaestio’ è l’assessore alla cultura, Giorgio Armillei: «Questo provvedimento – sottolinea – dà esecuzione ad atti già adottati sia in relazione previsionale e programmatica dell’esercizio 2013-2015 sia a deliberazioni della giunta precedente, che ha utlizzato la clausola prevista dai contratti di gestione che ha consentito il rinnovo della convenzione in essere fino ad ottobre (con una proroga di sei mesi) e obbliga allo svolgimento della gara ad evidenza pubblica entro lo scadere di tale contratto». Come a dire, ‘non potevamo fare altrimenti’. Da qui la decisione di pubblicare il bando in pieno agosto, con una scadenza per la presentazione delle domande fissata alle ore 12 del 23 settembre.
Le novità In attesa di ulteriori ‘reazioni’ del Consiglio, l’assessore tiene a precisare di essere comunque «aperto al dialogo» e a sottolineare le novità contenute nel contestato bando. «Il Comune avrà maggiori poteri in sede di validazione ed integrazione delle linee guida del progetto che sta dietro alla gestione dei servizi museali. Poi ci sarà un comitato di valutazione esterno, formato da consulenti di provate competenza in questo campo e pagato dalla società che gestirà le varie strutture, che valuterà il suo operato e l’effettiva ricaduta in termini culturali, sociali, economici, non solo di sbigliettamento. Infine, il gestore dovrà fornire tutti i dati del suo esercizio, compilando ogni mese un form redatto dal suddetto comitato tecnico». Una precisazione che è una risposta alle critiche di chi chiede da anni informazioni costanti sugli ingressi del Caos, che la stessa Indisciplinarte lo scorso dicembre ha quantificato in una media di 9mila al mese fra eventi, spettacoli e mostre.
La ‘reazione’ di Indisciplinarte Fra i requisiti richiesti dal bando c’è la «Gestione negli ultimi tre anni di siti museali e/o teatrali, per un periodo non inferiore ad un anno, con un contratto di importo non inferiore ai 500.000,00 €/annui». Caratteristiche molto ‘simili’ a quelle tutt’ora in vigore, pari a 605mila netti e qualche spicciolo (contro i 719mila euro netti del 2009) per la gestione di Caos, teatro Secci, sito archeologico di Carsulae, museo paleontologico e l’anfiteatro romano – alla luce della revisione dell’appalto disposta nel novembre 2011 dopo la chiusura del Verdi e lo scorporo di Palazzo Primavera, riaffidato direttamente al Comune. «Ad una prima lettura di questo bando – commenta Linda Di Pietro di Indisciplinarte – mi sembra che ci siano più oneri e meno risorse, fatto che rende ancora più importante stringere sinergie a livello nazionale e internazionale per assicurare la gestione di tutte le strutture. Come ogni azienda che ci rispetti ci prenderemo il tempo necessario per ragionare, valutare se candidarci o meno. Ed auspichiamo che stavolta su questo tema ci sia un confronto davvero utile».
