Un bambino

Il Comune di Terni si prepara ad affidare a un gestore esterno i servizi educativi di due asili nido comunali: il Peter Pan di via Rosselli e il nido aziendale di via Cadore. Secondo la proposta di delibera, la causa sarebbe la carenza di personale e di risorse strumentali sufficienti a garantire la gestione diretta delle strutture. Ma la scelta scatena la reazione di Sinistra italiana Terni, secondo i quali si segue la direzione sbagliata: quella di trattare i servizi educativi per la prima infanzia come una voce di bilancio da tagliare, non come un investimento strategico per la comunità.

«I nidi – denunciano le opposizioni – non sono un semplice servizio di supporto alle famiglie, ma un presidio educativo fondamentale che dovrebbe entrare pienamente nel sistema pubblico di istruzione». Al centro della polemica anche le condizioni di chi lavora nei nidi. Esternalizzare significa, secondo Sinistra italiana, scaricare il peso del servizio su educatrici e lavoratori con contratti e salari peggiori. «Si chiede a queste professioniste di svolgere un lavoro delicatissimo, centrale per la crescita delle persone, mentre la loro professionalità viene svilita».

Il paragone evocato è forte: questa privatizzazione dovrebbe preoccupare quanto quella della scuola pubblica o della sanità. L’Italia ha già visto cosa produce la logica del risparmio sui servizi pubblici: perdita di qualità, precarizzazione del lavoro, aumento delle disuguaglianze. Infine: «L’educazione non è un settore su cui arretrare. È il luogo da cui dipende il futuro di una comunità».