Il consiglio provinciale di Terni ha approvato con i voti della maggioranza e quelli contrari della minoranza il bilancio di previsione 2012. La manovra complessiva ammonta a circa 64,7 milioni di euro, nel 2011 era stata di 66,9 milioni di euro e nel 2010 di 77,5 milioni. «Il bilancio rispetta ancora una volta il patto di stabilità, evidenzia conti in ordine per quanto riguarda la condotta generale dell’ente e non prevede aumenti della pressioni fiscale», così in aula l’assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi».
«Pressione fiscale invariata, nonostante i tagli» La riduzione dei trasferimenti statali è pari a 1,2 milioni di euro, a questi si sono recentemente aggiunti ulteriori 1,2 milioni di tagli della regione. La previsione di entrate tributarie è di circa 23.890.000 euro e sconta l’incertezza dell’andamento del mercato delle auto che sta registrando una forte crisi. Le entrate extratributarie si riducono di circa 200.000 euro rispetto al 2011, passando 2.668.699 euro a 2.447.715 euro.
Altri numeri Il piano triennale degli investimenti prevede nel 2012 8,9 milioni di euro, nel 2013 7,3 milioni di euro, nel 2014 8,7 milioni di euro. Il costo del personale è stato ridotto del 9% con il prosieguo del blocco del turn over. Stretta anche su collaborazioni e incarichi esterni che passano da 254.000 euro a 179.000 (-30%).
Alienazioni Secondo l’assessore al bilancio «dai residui attivi sarà possibile incassare circa 3,5 milioni di euro che saranno destinati ad opere strategiche». L’amministrazione provinciale ha previsto alcune alienazioni, fra cui quella dell’ex provveditorato, della palazzina di Viale Trieste e di Villalago, per un ricavo totale di circa 4 milioni di euro. »L’obiettivo generale – ha detto Vittorio Piacenti D’Ubaldi – è di concentrare le risorse sui settori fondamentali come viabilità, edilizia scolastica, ambiente, urbanistica, pianificazione territoriale, formazione e politiche attive del lavoro, scuola e università».
Dal consiglio Per Gabriella Caronna (Pdl) «non basta contenere le spese rispettando i parametri delle leggi. Occorre gestire l’ente con una strategia e una responsabile progettualità del territorio». Analogamente Francesco Abbate (Pdl) ha sottolineato la necessità di «tornare a svolgere un ruolo politico da parte soprattutto della maggioranza che invece stenta nelle pastoie di una coalizione troppo composita».
Maggioranza «La situazione della Provincia – ha osservato Mauro Paci del Pd – va inserita nel contesto più ampio della crisi in atto e delle ondate di attacchi nei confronti di questo tipo di ente. Ci sono spese che vanno indubbiamente riviste e tra queste anche alcune riguardanti quelle della politica, ma dobbiamo continuare a ridurre le spese per rendere la provincia un ente diverso nel contesto delle riforme». Zefferino Cerquaglia (Sl/Psi) ha rimarcato la corretta gestione finanziaria ed ha ricordato come la provincia debba essere sempre più un ente di riferimento.
«Un nuovo ruolo per la provincia» Il presidente Feliciano Polli ha sottolineato il rigore adottato in questi anni per i bilanci dell’ente «con un lavoro – ha detto – che è stato finanziario e politico. Si sta andando verso un nuovo ruolo della provincia come ente di area vasta. Per quanto riguarda l’Umbria – ha spiegato Polli – spetterà al Cal fare una proposta di riordino delle due province basata sulla popolazione, sulla superficie e sul numero di comuni. Tale proposta verrà poi presentata al governo che dovrà deliberare in materia».

