di M. To.
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Il risultato ancora no. Ma la caccia è aperta. Ufficialmente. In attesa che si sciolga la riserva sull’ultimo seggio del quale non si conosce ancora l’esito, ma che non sposterà – se non per qualche minimo decimale – il punteggio, già si lavora per il ballottaggio dell’8 giugno.
Il centro sinistra Il sindaco uscente, Leopoldo Di Girolamo parte dal 47% (la coalizione che lo sostiene addirittura da quasi il 48,5%, visto che il totale dei voti messi insieme è di circa 600 unità superiore a quelli ottenuti dal candidato) e l’obiettivo è quello di ‘dialogare’ a sinistra, con Rifondazione comunista e Stefano Bolletta in particolare. Ma anche di ‘recuperare’ almeno parte di quell’elettorato che potrebbe aver votato per il M5S al primo turno.
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Il centro destra Chi guarda decisamente verso il Movimento 5 Stelle, invece, è la squadra che lavora per Paolo Crescimbeni, che parte dal 20,22% (in questo caso la coalizione è più debole, visto che complessivamente ha raggiunto il 20%), ma è ovvio che si cercherà di coagulare intorno al candidato di centro destra tutti coloro che al primo turno hanno votato per le liste alternative.
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Il commento Per l’assessore regionale Fabio Paparelli «con il risultato straordinario conseguito dal Pd alle elezioni europee (40,8%), per merito di Matteo Renzi e del suo governo in primis, si realizza pienamente l’idea di un partito a vocazione maggioritaria capace di parlare a tutto il Paese. Dopo tanti anni è tornata a vincere la speranza. Ora spetta a noi, a tutti i livelli, onorare questa fiducia e lavorare senza sosta per cambiare in meglio l’Italia e l’Europa. Anche il risultato di Leopoldo Di Girolamo e della coalizione di centro sinistra di Terni, va letto come un dato significativo e comunque positivo, specie per il Pd, conseguito in una fase complessa per la città. E’ necessario, dunque, mettere in campo tutte le migliori energie per consolidare anche al secondo turno questo primato, nell’interesse di Terni e delle sfide che l’attendono. Vincere, quindi, forti dell’esperienza e di un buon governo che si rinnova nell’interesse dei cittadini ternani, per fornire quell’impulso determinante al rilancio dell’occupazione e dello sviluppo».
