Un momento della manifestazione dei sindaci di centrodestra

di D.B.

Mentre la maggioranza di centrosinistra difende la manovra fiscale della giunta regionale, il centrodestra e i sindacati si preparano a scendere in piazza giovedì per protestare contro il disegno di legge. Proprio giovedì il testo, modificato con un maxi emendamento dopo gli incontri degli ultimi giorni con le parti sociali, andrà in consiglio regionale per l’approvazione.

Centrodestra in piazza Una seduta che si annuncia bollente. Il centrodestra infatti, dopo aver provato nelle scorse ore a far saltare il voto con una mozione di sfiducia, ha convocato per le 10 una manifestazione in piazza Italia parlando di un provvedimento «sbagliato e dannoso» per famiglie e imprese. Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ha definito l’intervento della presidente Stefania Proietti «una grande sceneggiata», accusandola di raccontare «la menzogna che è costretta ad aumentare le tasse per coprire debiti della sanità che non esistono». Il centrodestra contesta in particolare l’aumento dell’addizionale Irpef e dell’Irap, invitando i cittadini a partecipare «in massa» alla manifestazione. Sempre in piazza Italia – e sempre alle 10 – ci saranno anche Cgil, Cisl e Uil, che continuano a essere critici nonostante le modifiche discusse con Palazzo Donini a inizio settimana.

CON LA “NUOVA” MANOVRA NESSUN AUMENTO PER IL 70% DEGLI UMBRI

Il Pd Dalla parte opposta della barricata il gruppo pd in consiglio rivendica la manovra come un’azione «equa, giusta e necessaria». Il Pd sottolinea inoltre la creazione del “fondo taglia tasse” alimentato dalla riorganizzazione della macchina regionale e definisce il provvedimento «una svolta per l’Umbria», in linea con un più ampio «Patto per il futuro» che comprende anche il nuovo Piano sanitario, il contrasto alla povertà, la riforma delle partecipate e investimenti in agricoltura, ambiente e lavoro. Secondo i dem, la giunta Proietti si trova al centro di una «campagna di mistificazione e diffamazione» da parte delle opposizioni, preoccupate – si legge nella nota – da un cambiamento richiesto dai cittadini.

Avs e M5S Avs parla invece di «Importanti passi avanti verso equità e sostenibilità fiscale». In una nota il partito elogia il confronto tra giunta e sindacati, rivendicando poi il lavoro con l’esecutivo per una manovra che non penalizzi i più deboli e chiede riforme strutturali, a partire da un nuovo Piano sanitario regionale. «La direzione – dicono – è quella giusta».«Il centrodestra protesta perché stiamo abbassando le tasse e difendendo la sanità pubblica» dice invece il capogruppo del M5S Luca Simonetti (M5S). La manovra – dice – evita il commissariamento, introduce una no tax area fino a 28mila euro e sgravi fino a 150 euro per redditi sotto i 50mila. «Chi ha di più pagherà di più». Il M5S accusa la destra di aver lasciato un disavanzo da 73 milioni e di mentire sui numeri. «Questa è una risposta seria per salvare la sanità e tutelare i più deboli».

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