Palazzo Donini, sede della giunta regionale

di Daniele Bovi

Il gettito della manovra fiscale voluta dalla giunta regionale scende da 90 a 52 milioni. Ad annunciarlo è stato Palazzo Donini lunedì mattina nel corso di un incontro con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Secondo quanto riferito, per quanto riguarda le addizionali regionali Irpef vengono confermate le indiscrezioni dei giorni scorsi, ovvero l’azzeramento delle addizionali fino a 28 mila euro (fascia che comprende una larga fetta dei contribuenti umbri), mentre fino ai 50 mila gli incrementi sono più contenuti rispetto a quanto ipotizzato nella delibera approvata il 21 marzo dalla giunta. In particolare la maggiorazione in questa fascia dovrebbe abbassarsi dal 2,05 all’1,89 per cento, sempre da aggiungere all’aliquota base dell’1,23 per cento. Intorno ai 30mila euro poi, secondo quanto emerso, sono previsti degli sgravi superiori ai 100 euro che dovrebbero assorbire parte dei rincari.

Le novità L’altra novità di giornata è l’eliminazione dell’aumento del 10 per cento dal 2026 per il bollo auto. Secondo la proposta originaria, la manovra avrebbe dovuto garantire dal 2025 un gettito di 90 milioni di euro, che sarebbe salito a 116 nel 2026 con Irap e bollo auto. Gran parte del gettito (90 milioni) riguardava l’Irpef, mentre il bollo avrebbe permesso a Palazzo Donini di incassare 9 milioni in più all’anno mentre il gettito Irap atteso è di 17,5 milioni. Nel pomeriggio la giunta ha incontrato le associazioni del mondo economico ma in questo caso non si parla di modifiche al testo bensì di un impegno a una mini limatura (dallo 0,5 allo 0,4 per cento) della maggiorazione. Imprese che comunque beneficeranno dello stop ai rincari del bollo per mezzi e flotte aziendali.

La nota Al termine della riunione con i sindacati, Palazzo Donini in una nota sostiene che l’obiettivo è «costruire un provvedimento il più equo possibile che tenga insieme sostenibilità dei conti pubblici e tuteli proporzionalmente tutte le fasce di reddito». Tra le proposte sul tavolo anche la «riorganizzazione sanitaria», il «controllo della spesa puntuale» e una «revisione della spesa regionale con istituzione del fondo salva tasse», da alimentare anche «attraverso una revisione e razionalizzazione della spesa sanitaria, accompagnando la manovra con un percorso di riforme strutturali indirizzando gli  investimenti verso i reali bisogni del territorio». Giovedì invece la manovra – emendata sulla base degli incontri di questi giorni – sarà in aula per il voto.

La Cisl Dall’incontro di questa mattina i sindacati escono comunque insoddisfatti: «Pur apprezzando lo sforzo fatto – dice a Umbria24 il segretario regionale della Cisl, Angelo Manzotti – lo riteniamo insufficiente perché a pagare saranno sempre i cittadini. Noi chiedevamo di ritirare la delibera, iniziando subito a discutere il nuovo Piano sanitario e andando a vedere se ci sono inefficienze e possibilità di fare dei tagli; se ciò non fosse stato sufficiente solo a quel punto si sarebbe dovuto iniziare a parlare di manovra. Non possiamo accettarla così, specialmente dopo aver letto i dati della Cgia sulla povertà che parlano di una situazione preoccupante».

Cgil Al termine delle due ore di confronto in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil (che hanno anche tenuto un presidio sotto Palazzo Donini) hanno in primis espresso solidarietà alla presidente Stefania Proietti per gli insulti ricevuti via social. «La rimodulazione – dice Maria Rita Paggio, segretaria della Cgil – è già un risultato importante, così come l’azzeramento dell’aliquota addizionale regionale tra i 15mila e 28mila euro, perché tutela le fasce più esposte e più a basso reddito. In pratica chi appartiene a questa fascia non paga più nemmeno l’addizionale che pagava in precedenza. Sulla fascia tra i 28mila e 50mila euro restano invece ancora forti criticità, anche se ci sono passi in avanti».

Uil Diversa la posizione della Uil: «Da una giunta di sinistra – ha affermato Molinari (Uil) – ci saremmo aspettati una serie di misure diverse. La mole di debito, infatti, non è tale da giustificare un aumento della tassazione». «Serviva un tavolo tecnico – aggiunge – convocato in maniera permanente, per iniziare a riformare il sistema Umbria. A questo punto diventa sempre più urgente parlare di riforme, con il Piano sanitario in primis». 

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