rifiuti

«Anomalie di calcolo e carenza di informazione, scarico di responsabilità su chi usufruisce del servizio. Per molti utenti si è trattato di una vera e propria doccia fredda, una stangata che va a sommarsi alla particolare fragilità del momento». Così Giuliano Petrangeli, responsabile Commercio della segreteria del Partito Democratico di Terni bolla la vicenda del conguaglio Taric 202 presentato da Asm. «L’azienda – sottolineano dal partito di via Mazzini – ne ha intimato il pagamento a famiglie e imprese paventando recuperi forzati, senza alcuna opzione di agevolazione o dilazione, ma con la remota eventuale possibilità di rateizzazione, per rinviare il potenziale ricalcolo rispetto al quantitativo reale di smaltimento di ogni utenza».

Taric «L’errore – commenta Petrangeli – è figlio della suddivisione dell’importo totale per la gestione dei rifiuti secondo i volumi dei cassonetti presenti presso le utenze a fine 2021, moltiplicata per il numero dei ritiri e non per l’effettiva quantità di indifferenziato prodotto dalla singola posizione. Nel passaggio da Tari a Taric è stata fornita un’informazione superficiale sul nuovo sistema di calcolo, senza chiarire che le mastelle fornite in passato sarebbero state considerate piene se esposte, e che questo avrebbe influito in maniera considerevole ad aumentare il peso del tributo. Ci sono anche forti dubbi sul numero dei ritiri – o meglio, dei passaggi del lettore ottico – che, come stanno segnalando molti cittadini, non risulterebbe coerente con quello delle esposizioni delle mastelle. A questo si va ad aggiunge la ‘dimenticanza’ del Comune nel passaggio di Asm da controllata a partecipata sui rimborsi riconosciuti e non evasi di valore superiore ai dodici euro nei confronti dell’utenza. Ciò comporta per il Comune trattenere in cassa denaro del contribuente, mentre per il cittadino la difficoltà di ottenere quanto dovuto, poiché Asm si trincera dietro al fatto di essere un’altra azienda. La dirigenza di Asm – chiede il Pd di Terni – faccia ammenda delle evidenti mancanze comunicative verso gli utenti aprendo una linea di credito che permetta di dilazionare il tributo, per evitare sanzioni o penali, consentendo di arrivare al mese di giugno quando, con i dovuti aggiustamenti e ricalcoli, si capisca il reale valore del servizio, così che il contribuente possa pagare per il reale smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Al contempo il Comune deve evadere immediatamente i rimborsi della Tari fermi nelle proprie casse, così da alleggerire i legittimi destinatari. La superficialità con cui l’amministrazione ha agito non può essere scaricata addosso ai cittadini e alle imprese che, al contrario, avrebbero bisogno di attenzione e sostegno».

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