Catiuscia Marini e Lamberto Bottini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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La seconda giornata di conclave, dopo quella della scorsa settimana, finisce con un’altra fumata nera e molto nervosismo. Si è risolta infatti in un nulla di fatto la riunione di maggioranza tra la presidente Catiuscia Marini, segretari e capigruppo dei partiti che siedono in consiglio regionale sul Documento annuale di programmazione economica. Un incontro a tratti molto teso tanto che la presidente, nel bel mezzo dell’intervento del segretario dell’Idv Paolo Brutti (il secondo dopo quello di apertura del capogruppo pd Renato Locchi), si alza e se ne va. Ci vorrà la pazienza di due pontieri come Locchi e il segretario pd Lamberto Bottini per convincerla a rientrare e a rimettersi seduta oltre trenta minuti dopo.

Al buio E così il Dap, dopo quasi tre ore di riunione, arriverà proprio giovedì mattina in commissione a palazzo Cesaroni senza che tra le forze di centrosinistra vi sia un accordo. Insomma, si va al buio. Le commissioni dovranno votare non il documento ma una risoluzione che prevede sostanzialmente due possibilità: un sì in blocco oppure parziale con l’indicazione di quali parti modificare. Il problema però è che questa risoluzione non c’è e quindi probabilmente giovedì mattina la seduta potrebbe essere aperta e poi sospesa.

STUFARA E DELLA VECCHIA: SERVE UN’OPERAZIONE DI EQUITA’

Irpef e canoni Sul tavolo si è discusso di quello di cui si discute da giorni, ovvero le proposte di Idv e Rifondazione comunista. Un pacchetto di modifiche che hanno al centro sostanzialmente l’ipotesi di un innalzamento delle aliquote addizionali Irpef per le ultime due fasce di reddito e dei canoni di concessione per acqua e cave. Misure che secondo il rifondatore Stufara potrebbero portare nelle casse regionali fino a dieci milioni di euro in più da destinare alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà.

Le proposte di Brutti Brutti è invece arrivato all’incontro con un pacchetto di emendamenti che prevede «tagli e ridimensionamenti degli enti intermedi e delle agenzie regionali; il ricorso immediato dei fondi regionali per saldare le tante aziende creditrici (i rimborsi governativi potrebbero arrivare troppo tardi); formazione retribuita per i lavoratori che esauriscono la cassa integrazione e non vengono reinseriti nel posto di lavoro; un limite di tempo per verificare la messa a regime di Webred; l’eliminazione del 7 per cento nelle bollette dell’acqua come deciso dal referendum 2011; l’adeguamento dei corrispettivi chilometrici e a Umbria Mobilità impegnandosi a protrarli per almeno il secondo semestre 2013 (ogni mese di ritardo comporta per Um un milione di euro di perdita); interventi garantiti per i non autosufficienti e il pronunciamento del Consiglio regionale sulla destinazione dei fondi europei».

Rifiuti «Sensibili cambiamenti» senza i quali Brutti torna a promettere che lui il Dap non lo vota. Sul tema invarianza fiscale però la chiusura del fronte che va dalla presidente al Pd fino ai socialisti è totale. In questo momento, con le armate a 5 stelle alle porte, un innalzamento delle aliquote per i più «ricchi» viene considerato da questa parte poco meno di un suicidio politico che, inoltre, non porterebbe nelle casse regionali le cifre sopra stimate. L’ala sinistra sembra invece ottenere qualcosa sul fronte rifiuti. Secondo quanto filtra dall’incontro infatti si potrebbe (la discussione è in corso ma l’apertura c’è) rivedere il vecchio Piano dei rifiuti nel senso di una chiusura del ciclo che non prevede l’utilizzo di termovalorizzatori. L’acceleratore andrebbe quindi ulteriormente pigiato su riciclo, riuso e impianti a valle.

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