di M. To.
Dal 25 maggio sono passati quasi due mesi, ma, dice il Partito democratico, «il consiglio comunale di Stroncone non si è ancora riunito», e punta il dito contro il nuovo sindaco, Alberto Falcini.
L’attacco Elisabetta Corbucci, capogruppo in consiglio comunale di ‘Stroncone democratica’, accusa: «Non sono state istituite le commissioni, non è stata convocata la conferenza dei capigruppo. Di fatto non si è dato avvio alla vita politica di Stroncone. Dobbiamo constatare che ad oggi l’amministrazione viaggia solo con delibere di giunta e temi fondamentali per la vita dei cittadini sono trattati solo in incontri informali, con la minoranza o con altri soggetti del territorio. Richiamiamo il presidente del consiglio al rispetto dello statuto nello stabilire la centralità del consiglio comunale quale organo deputato all’indirizzo ed al controllo politico-amministrativo del Comune».
La programmazione Cosa fa l’amministrazione comunale, chiede Corbucci, «in termini di programmazione della sua azione politica e amministrativa? Fra le emergenze di Stroncone una è di particolare rilevanza e cioè recuperare una dimensione strategica della visione del territorio e del suo sviluppo. Non è possibile limitarsi ad amministrare, non basta il buon senso, bisogna assolutamente abbandonare spinte populiste. Con l’ipotesi di fusione dei comuni sotto i 5.000 abitanti, con il bisogno di valorizzare l’ambiente e le risorse legate alle produzioni agricole e zootecniche, con l’impellente necessità di fornire a tutti i cittadini i servizi di base di cui sono sprovvisti, con l’esigenza di recuperare un’area industriale e renderla strumento a servizio di una nuova rinascita di Stroncone, il Sindaco deve avviare una seria stagione di pianificazione degli interventi».
Le centrali Senza l’utilizzo della programmazione «quale unico strumento di governo in grado di garantire un futuro alla nostra città – dice la capogruppo in consiglio comunale – Stroncone resterà in balia di iniziative sporadiche, episodiche, che mettono in allarme la popolazione come quelle cui stiamo assistendo in questi giorni, con la notizia della nascita delle due centraline a biomasse a Vascigliano. Di fronte a questa notizia l’amministrazione è apparsa inerme, pronta a dire no pur non avendone il ruolo, ma priva di iniziativa, carente di proposte per prendere in mano le redini della questione e governarla, anziché subirla».
La provocazione tanto che, provocatoriamente, Elisabetta Corbucci spiega che «in assenza di luoghi in cui esercitare l’azione politica, vista la mancata convocazione di consigli comunali in cui discutere i problemi e adottare le soluzioni, come minoranza non possiamo fare altro che parlare con la gente, raccogliere informazioni per capire la reale portata dei fatti, mettere in atto azioni a tutela dei cittadini e attendere di conoscere finalmente le scelte strategie dell’amministrazione per lo sviluppo di Stroncone».
