Rocco Valentino

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

Un in bocca al lupo e una fredda stretta di mano dopo una lunga riunione in un ristorante tra Lazio e Umbria. È stata una riunione molto tesa quella dei “fittiani”, guidati dall’onorevole Pietro Laffranco, chiamati a decidere come schierarsi in vista delle elezioni del 31 maggio dopo l’esclusione di Rocco Valentino dalla lista di Forza Italia. Valentino dopo cinque anni passati in consiglio sotto lo stendardo di FI infatti sembra pronto alla corsa con la lista di Fratelli d’Italia.

LA LISTA DI FORZA ITALIA

Lo strappo Un proposito che il consigliere regionale uscente ha ribadito, pur non senza qualche imbarazzo, mercoledì sera di fronte a Laffranco, al presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano e agli altri del gruppo. Secondo quanto trapela tutti o quasi gli hanno consigliato di non farlo, di rinunciare a questo «doloroso distacco». Già, perché nel corso degli anni dire Laffranco e dire Valentino era come parlare politicamente della stessa persona. Un rapporto  non solo politico ma anche umano, cementato nel corso di anni passati a solcare la strada della destra umbra. Valentino sulla sua scelta di schierarsi con FdI pare irremovibile. «A me piacciono le sfide – avrebbe detto – che si vinca o si perda».

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Ingiustizia Per qualcun altro, dal curriculum non meno lungo, invece, a volte è saggio non giocare quando le ambizioni personali danneggiano il gruppo di cui si fa parte. «La responsabilità di questa situazione – è la linea dei fittiani umbri – è di Forza Italia e anche di Ricci. Il partito è stato profondamente ingiusto a non candidare Rocco, che aveva tutte le carte in regola. Si è presa una decisione autolesionistica e ne risentirà il risultato di Forza Italia. Ma anche il nostro candidato presidente, se davvero voleva avere una chance di vittoria, doveva essere più coraggioso e intervenire». Anche perché, sibila un autorevole esponente del gruppo, quei 3-4 mila voti sulla bilancia sarebbero stati portati agevolmente, come è sempre avvenuto.

Profondo dissenso Per i fittiani, dunque, l’esclusione di Valentino è più la difesa di un posticino in consiglio regionale (che poteva avere un concorrente agguerrito) piuttosto che una strategia per puntare alla vittoria. Sull’eventuale sostegno alla lista di Fratelli d’Italia il no è secco: «Potrei votare Rocco per amicizia – sostiene un altro fittiano – ma non gli farei campagna elettorale». E senza l’appoggio del gruppo – è stato sottolineato a più riprese a Valentino – sarà ben difficile superare in preferenze Squarta o Lignani Marchesani, ovvero i due con più chance di essere eletti. Ma la decisione sembra presa. «Se ce la farà sarà merito tutto suo – è il verbo che gira tra i fittiani – se decide di farlo però si assume la responsabilità di una scelta che suscita in noi un profondo dissenso politico».

Ultime ore Un dissenso politico che influisce ovviamente anche sui rapporti umani. L’esclusione di Valentino dalla lista di Forza Italia per il centrodestra rischia di trasformarsi in un boomerang, dato che senza il loro alfiere a portare la bandiera il gruppo pare tutt’altro che intenzionato a mettersi ventre a terra da qui al 31 maggio per sostenere il sindaco di Assisi Claudio Ricci. Per sciogliere gli ultimissimi nodi ci sono poche ore: entro le 12 di sabato infatti tutti i partiti dovranno depositare le liste e le firme raccolte. Da quel momento la campagna elettorale entrerà davvero nel vivo.

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Twitter @DanieleBovi

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