di Daniele Bovi
«L’incubo» che si potrebbe materializzare nel 2015, quando i consiglieri eletti saranno, a norma di legge, venti, è quello di un Consiglio regionale con un «monocolore» Pd e con un presidente stile «uomo solo al comando». Un’assemblea con meno membri (oggi sono 30) dove la democrazia viene «ridotta ad orpello». Per evitare quella che chiama una «prospettiva antidemocratica della quale di fatto beneficerebbe solo il Pd», il capogruppo regionale del Prc Damiano Stufara ha presentato lunedì una proposta di legge che va a modificare profondamente le regole del gioco contenute nello Statuto e che, di fatto, darebbe all’Umbria una forma di governo più parlamentare che presidenziale.
Le proposte Oltre alla richiesta di una legge elettorale «spiccatamente proporzionale» senza più listino né premio di maggioranza («grazie al quale il Pd otterrebbe la maggioranza degli eletti e il controllo della giunta»), Stufara propone che sia il Consiglio, nella prima seduta dopo le elezioni, ad eleggere a maggioranza assoluta il presidente e la lista di (massimo) cinque assessori proposti da quest’ultimo. Presidente il cui venir meno non dovrà più comportare l’automatica caduta anche del Consiglio. L’intero esecutivo, all’interno del quale deve essere garantita una «presenza equilibrata» tra uomini e donne, cadrebbe invece in caso di approvazione di una mozione di sfiducia da parte dell’Aula.
Centralità dell’Aula Oltre alla «prospettiva antidemocratica» e al «rischio bipartitisimo» il ddl di Stufara ha al fondo anche l’obiettivo di «ridare centralità alle assemblee elettive troppo spesso svilite dai presidenti». «La nostra – ha detto Stufara affiancato dal segretario regionale Luciano Della Vecchia e da quello provinciale Enrico Flamini – non è una provocazione ma una proposta forte che può cambiare le regole del gioco. Non è stata “partecipata” con il resto della maggioranza perché sullo Statuto ancora non abbiamo ragionato. Lo Statuto è materia estranea al patto di governo, non ci sono vincoli di maggioranza e questa proposta noi la presentiamo a tutti i gruppi consiliari. Spero che la commissione Statuto la potrà discutere presto».
Più partecipazione «Non è mancando a casa gli eletti – rincara Della Vecchia – che si risponde alla crisi della politica. Non si possono ammazzare le assemblee elettive per decreto come ha fatto il governo con le Province. Riduciamo i costi ma non la rappresentanza». Il segretario regionale chiede quindi più partecipazione e fa notare, a proposito della drastica riduzione del numero dei consiglieri imposta dal governo, che «la circoscrizione perugina di Ponte D’Oddi e Ponte Valleceppi aveva 16 consiglieri. Ora si riduce l’aula di palazzo Cesaroni a poco più di una circoscrizione».
Internet per tutti Connessa alla prima proposta di legge e allo spirito di allargamento della democrazia e della partecipazione dei cittadini, c’è l’altro ddl di Stufara che mira ad inserire, nello Statuto della Regione, la proposta di garantire «l’accesso universale ad Internet a tutti gli umbri, con modalità tecnologicamente adeguate e a costi sostenibili». «La Regione – è scritto nel ddl – considera la rete Internet un’infrastruttura essenziale per l’esercizio dei diritti di cittadinanza e di partecipazione alla vita pubblica. Nel territorio regionale è garantito il diritto di accesso ad Internet con modalità tecnologicamente adeguate ed a costi sostenibili. La Regione rimuove gli ostacoli, di ordine economico e sociale che limitano l’accesso universale ad Internet ed informa la propria azione affinché, anche attraverso l’utilizzo generalizzato di Internet, sia garantita la più ampia partecipazione dei cittadini alle attività pubbliche e la trasparenza amministrativa».

