Nevi e Smacchi hanno presentato le proposte di modifica

di D.B.

«L’inserimento nello statuto regionale di San Francesco e San Benedetto, non certo due santi qualsiasi, non è un favore al mondo cattolico: le istituzioni sono laiche e valutano le proposte anche sulla base della storia e della cultura del territorio». Parola del consigliere regionale Pdl Raffele Nevi, vicepresidente della Commissione Statuto che lunedì mattina, insieme al presidente, il piddino Smacchi, ha illustrato percorso e tempi delle modifiche da apportare alla carta fondamentale della regione che proprio quest’anno compie 40 anni.

Non ci divideremo sui santi «Non ci divideremo sui santi – dice il presidente della commissione Smacchi -, perlomeno lo auspico: il Pd non ha parlato delle modifiche da apportare, ma eviteremo comunque di dividerci». Neppure il Pdl ha presentato una proposta articolata in materia. Sul piatto, per il momento, rimane solo quella della centrista Monacelli che ha dato il la al dibattito. «Francesco e Benedetto – argomenta Nevi – hanno lasciato un segno nella storia del mondo. I mutamenti sociali, economici e culturali impongono una revisione anche nell’ottica di chi arriva in Umbria e vuole conoscere le nostre radici e la nostra storia».

Primo pacchetto di modifiche Quella messa in programma a palazzo Cesaroni è la quarta modifica sostanziale dello Statuto in 40 anni dopo quelle di metà anni ’90, del 2005 e del 2010. Secondo il percorso presentato questa mattina entro giugno 2011 la commissione vuole portare un primo pacchetto di modifiche relativo «alle parti – spiega Smacchi – non ancora attuate o solo parzialmente attuate». Avranno invece un iter più lungo e  più complesso  altre parti dello Statuto ancora da chiarire, e il varo della revisione complessiva della Carta e del suo regolamento di attuazione. Smacchi che ha anche annunciato la possibile costituzione di una Commissione per gli affari internazionali, in particolare sulle normative europee, si è dichiarato fiducioso sulla possibilità che le modifiche vengano approvate con il maggior consenso possibile».

Le tre proposte sul tavolo Al momento sul tavolo della Commissione, ha precisato Smacchi, ci sono tre proposte di modifica: quella dei consiglieri di  Rifondazione comunista, Stufara e Goracci, per inserire nello Statuto il concetto di acqua come bene comune ed universale; quella dell’Udc sull’inserimento di San Francesco e San Benedetto fra le figure di riferimento della identità umbra; quella della Lega Nord su federalismo e lavoro, sulla cittadinanza legata al voto, sul contrasto alle mafie e sull’acqua bene comune. Altra proposta, ha detto Smacchi «è quella fortemente voluta dal presidente Brega riguardante il cambio della denominazione della denominazione del Consiglio regionale, in Assemblea legislativa».

La nuova mission Di largo consenso su lavoro preparatorio svolto fin qui dalla Commissione ha parlato subito dopo il vice presidente della Commissione statuto Raffaele Nevi, precisando che per la sua forza politica – il Pdl che assieme al Pd rappresenta il 70 per cento dell’Assemblea, «è necessario mettere mano allo Statuto  che dovrà fare i conti con il federalismo, imponendo alla Regione una nuova mission, in parte riassumibile nella modifica formale da Consiglio regionale ad Assemblea legislativa, non solo formale, ma  tale da  trasformare la Regione dall’attuale ente amministrativo ad un piccolo Parlamento legislativo che come tale non dovrà più limitarsi a ratificare le decisioni della Giunta».

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