Andrea Bartocci, segretario dimissionario del Pd di Spoleto

di Chia.Fa.

A tre settimane dall’ultima e infuocata assemblea comunale del 4 settembre, al termine della quale il segretario Andrea Bartocci annunciò le proprie dimissioni, i democratici della città del Festival sono chiamati a decidere le sorti del partito. Mercoledì sera, salvo contrordini da ultimo minuto, gli ottanta di viale Trento e Trieste ascolteranno la relazione programmatica di Bartocci e, soprattutto, la proposta sul nuovo e ristretto esecutivo, si riferisce di una decina di persone individuate, inutile dirlo, dopo una chirurgica opera di mediazione tra le varie anime del partito.

Fiducia o commissariamento Dopodiché dovranno scegliere se riconfermare la fiducia al segretario dimissionario oppure spalancare le porte del partito al commissariamento, su questo da Perugia sarebbero stati chiari. Mercoledì Bartocci, a quanto risulta, si presenterebbe ai suoi forte del via libera arrivato in settimana dai vertici provinciali e regionali, ma se la dote basterà ai democratici ducali è presto per dirlo. Considerando l’alta posta in palio e gli importanti appuntamenti che scandiranno la vita politica bìnei prossimi 18 mesi, per molti lo scenario più probabile sarebbe proprio la riconferma di Bartocci e, di riflesso, il via libera all’esecutivo ristretto, una sorta di politburo chiamato a «rilanciare» l’azione del partito locale.

L’esecutivo ristretto Sui nomi dei dieci che dovrebbero farsi carico di accompagnare fuori dal guado, spazzando via il vortice delle correnti interne, non trapela alcunché. Quello che si sa è che nella rosa non ci sarebbero democratici con ruoli istituzionali né di partito. La selezione dei dieci sarebbe, neanche a dirlo, rispettosa delle tante anime interne, da quelle storiche fino alle ultime. Se la certosina opera di mediazione messa a punto negli ultimi venti giorni incasserà il placet dell’assemblea dei democratici della città del Festival lo si saprà soltanto domani notte.