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Il municipio di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Neanche 20 mila euro, col Partito democratico che fa la parte del leone. Questa la spesa complessiva rendicontata alla Corte dei Conti dalle undici liste che hanno partecipato alle elezioni amministrative del giugno scorso, vinte dal sindaco Umberto De Augustinis. I consuntivi della campagna elettorale sono stati vagliati dalla Sezione controllo che, al netto di irregolarità legate ai tempi di presentazione della documentazione, non ha rilevato anomalie.

Quattro delle undici liste che si sono sfidate hanno certificato una campagna elettorale a costo zero: si tratta della lista Laboratorio Spoleto per De Augustinis sindaco, Camilla Laureti sindaco Ora Spoleto, Alleanza civica e Spoleto popolare entrambe per Maria Elena Bececco. A fare la parte del leone è stato il Pd che da solo ha speso 10.693,84 per «materiali di propaganda, diffusione degli stessi, stampa moduli, autenticazione firme, servizi e spese forfettarie». Come previsto dalla norma, poi, viene indicata la fonte di finanziamento, nel caso dei dem, consistita in «erogazioni liberali dei candidati, con contributi di persone fisiche di importo unitario inferiore a 5 mila euro e con fondi propri del partito». Molto più contenuta la spesa affrontata dalla lista Lega Salvini per Spoleto, che ha rendicontato alla Corte dei Conti 3.385,85 euro per «manifesti e materiale di propaganda e diffusione, finanziati con fondi propri del movimento». Sul terzo gradino del podio della spesa si accomoda la lista Sinistra per Spoleto con 1.772,04 «per materiale pubblicitario ed affitti» sostenuti «con contributi di persone fisiche». Rendiconto a quattro cifre anche per Rinnovamento per Spoleto che ha certificato «1.064,64 per manifesti, stampati e affitti finanziati con fondi personali del capolista», ossia Angelo Loretoni assessore ai lavori pubblici. Chiudono il cerchio del rendiconto della campagna elettorale la lista Spoletosì, con 633,60 euro per «propaganda e spese forfettarie sostenute dai singoli candidati per proprio conto», la lista di Fratelli d’Italia con 561,20 euro destinate a «materiale e mezzi di propaganda finanziate con fondi propri del partito», e Forza Italia con 221,65 euro per «autenticazione firme e spese forfettarie sostenute con libere contribuzioni al partito».

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