di Chia.Fa.
«Finisco la festa del Pd e poi lascio». Così ha annunciato le proprie dimissioni il segretario dei democratici, Andrea Bartocci, al termine di un’assemblea di partito che per tre ore abbondanti ha infilato una dietro l’altra critiche, polemiche e attacchi. Formalmente le dimissioni non sono state né inviate, né tanto meno scritte e nonostante da più parti si lavori per ricucire, Bartocci appare determinato: «Non voglio fare marcia indietro, da tempo ci sono forti frizioni nel partito e credo che sia giusto lasciare il passo».
L’assemblea del Pd Sarà da vedere. Di certo il clima a viale Trento e Trieste è pesante ormai da un bel pezzo, con alcune anime dei democratici, ex-Ds in testa, che da tempo chiedono al segretario Bartocci una posizione più rigida e intransigente verso l’amministrazione comunale e, soprattutto, verso il sindaco Daniele Benedetti. Ma non è solo questo. Martedì sera i circoli locali sono tornati a rivendicare, come fanno ormai da mesi, un maggiore coinvolgimento nelle scelte e, quindi, un confronto interno più serrato, così come da più parti non sono mancati appunti sull’organizzazione della festa del Pd che di presenze ne sta facendo davvero pochine.
L’annuncio delle dimissioni Un incontro, insomma, reso incandescente dalla quindicina di interventi in cui si sono condensate le accuse a Bartocci che, al termine della staffetta di critiche, ha preso la parola e, lasciando tutti di sasso, ha seccamente annunciato: «Il mio mandato termina qui, trovatevi un altro segretario». Ma a chi parla di «momento di sconforto» il segretario del Pd replica: «Ci sono criticità generali, figlie anche delle difficoltà dell’amministrazione, che hanno generato frizioni su più fronti, compreso quello dell’operato della segreteria ed essendo chiaro il quadro ho ritenuto opportuno fare un passo indietro e lasciare spazio ad altri, del resto – chiosa – il Pd di Spoleto non avrà problemi a selezionare tra la classe dirigente un nuovo segretario».
Bartocci: «C’è troppo sfaldamento» A sentire Bartocci, ma non solo, a viale Trento e Trieste l’aria sarebbe irrespirabile da mesi. «Possiamo dire – prosegue – che dalla lettere inviata dai segretari dei circoli locali (in cui di fatto si sfiduciava il segretario, ndr) ho registrato uno sfaldamento della partecipazione, tante critiche dette e non dette e comportamenti che non ritengo condivisibili». E poi: «Io non voglio fare marciare indietro, il mio mandato è terminato». Ma da più parti si cerca di ricucire, mettendo pace in casa Pd nel tentativo di scongiurare l’avvio di una fase, inutile dirlo, estremamente incerta. Incontri sono già stati programmati con il segretario provinciale, lo spoletino Dante Andrea Rossi, e con quello regionale, Lamberto Bottini.

