di C.F.
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«Il disavanzo tecnico da 15.5 milioni non è il buco su cui ha costruito la campagna elettorale il sindaco Fabrizio Cardarelli paventando la presenza di poste di bilancio fasulle, tant’è vero che il consuntivo appena approvato conferma in sostanza la corretta opera di risanamento compiuta dall’ex assessore Carlo Alberto Zualdi e dalla dirigente Stefania Nichinonni, come onestamente ammesso dall’assessore Agnese Pula e dal nuovo dirigente Claudio Gori, ma non dal sindaco che non riesce ad ammettere di essersi sbagliato a giudicare male l’operazione di pulizia contabile fatta dall’ultima amministrazione».
Presenti ed esclusi Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato dal gruppo consiliare del Pd di Spoleto che sabato mattina è tornato alla carica, dopo gli interventi già registrati mercoledì in consiglio comunale, parlando di «un’operazione verità che vada al di là di demagogia e populismo». Al fianco del capogruppo e segretario provinciale Dante Andrea Rossi, i consiglieri Massimiliano Capitani, Stefano Lisci e Laura Zampa, ma anche l’ex assessore Zualdi e l’esponente della lista Spoleto sì Francesco Grechi, mentre l’ex sindaco Daniele Benedetti ha lamentato di non essere stato invitato, al pari degli altri democratici che con lui siedevano in giunta.
Capitani e Lisci L’occasione per tenere accesi i riflettori sui conti di Palazzo, l’ha offerta naturalmente il secondo buco di bilancio, precisamente il disavanzo tecnico da 15.5 milioni deliberato dalla giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli così come previsto dalle nuove norme contabili che impongono la costituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità, oltre al riaccertamento straordinario dei residui. Ed è qui che calcano la mano Capitani e Lisci: «La cancellazione dei residui si è chiusa con un risultato positivo per 4.5 milioni di euro a differenza delle cifre mastodontiche che stanno emergendo in altri Comuni, cioè significa, come peraltro ammesso dal dirigente Gori, che il bilancio dell’ente è sano, ma per scoprirlo la giunta ha dovuto assumere un nuovo dirigente e chiedere la consulenza di Ernst&Young».
Rossi Il disavanzo tecnico da 15.5 milioni sarà ripianato in 30 anni con quote di 516 mila che, come già riportato, potranno essere ridotte nel caso in cui, per intendersi, multe e tasse dovessero essere riscosse. «Pula e Gori – ha più volte evidenziato Rossi – hanno con onestà ammesso che il bilancio è sano, come conferma il consuntivo che ha permesso di ridurre il buco a 1.8 milioni, mentre il sindaco in totale contraddizione continua a mistificare la realtà, per questo come Pd avvieremo una serie di iniziative in città nel tentativo di far chiarezza una volte per tutte, anche se – dice – Cardarelli non farebbe male ad ammettere l’errore».
Zualdi E in questo senso l’ex assessore Zualdi fa eco: «Il bilancio del Comune di Spoleto non è solo sano, ma è tra i migliori d’Italia, contando residui attivi e passivi risalenti al massimo al 2006, mentre nei municipi si sono in queste settimane eliminate poste degli anni Settanta, cosa che noi abbiamo già correttamente fatto lo scorso anno, come conferma non solo l’esito del riaccertamento ordinario fatto a consuntivo (+422 mila euro) ma anche quello straordinario fatto con le nuove norme contabili che addirittura vale 4.5 milioni di euro»
Zampa A non piacere al Pd, poi, sono anche quei 6.6 milioni di euro presenti in cassa e segnati a consuntivo: «È incredibile – sono state le parole di Zampa – tenere ferme tutte queste risorse in tempi di crisi, con fornitori che attendono di essere pagati dal 2012 e un territorio che fatica ad andare avanti, abbiamo comunque apprezzato che il dirigente Gori si sia preso l’impegno di rividere questa situazione, anche se è chiaro che trattandosi di Imu entrata a dicembre c’è una carenza di programmazione».
Paradosso Pd Ma la difesa sull’azione di risanamento dei conti portata a termine dalla giunta Benedetti non fa il paio con le scelte politiche compiute in occasione delle ultime amministrative quando, neanche per un attimo, il partito ha pensato di ricandidare il sindaco uscente. Sul punto Lisci, nuovo in casa Pd, torna a sostenere che in quella fase «è stata compiuta una scelta avventata, complice la necessità di trovare un capro espiatorio», mentre Rossi, il segretario provinciale candidato e battuto da Cardarelli, torna a puntare il dito contro il «deficit di comunicazione subito col killeraggio che ha segnato l’ultimo scorcio di legislatura, in cui a farne le spese è stato Angelo Cerquiglini, e anche la campagna elettorale».
Attacco a tutto campo Sullo sfondo restano una serie di bordate che, al di là dello scontro sul bilancio, non risparmiano il caso sull’arredo urbano, i tagli all’Ase che per Capitani «si sta progressivamente spogliando di competenze senza alcuna visione» e la riorganizzazione della macchina comunale che Lisci in particolare attende con ansia dall’assessore Profili «in passato – ha detto – sempre pronto ad accusarci di non saper far funzionare la struttura tecnica».
