di Daniele Bovi
Torna a far capolino in Umbria il dibattito su un tema largamente discusso in passato: quello del «riequilibrio» tra le due Province. Martedì in consiglio regionale approderà infatti una interrogazione, presentata dal capogruppo del M5S Thomas De Luca, con la quale si chiede alla presidente Donatella Tesei se intende «avviare un percorso aperto e partecipato, sostenendo in primo luogo un confronto con le amministrazioni locali e la cittadinanza umbra, con l’obiettivo di un riordino istituzionale delle province umbre in una nuova dimensione di coesione territoriale».
Cosa cambierebbe Per la Provincia di Perugia ciò comporterebbe passare da 660 mila a 590 mila abitanti (e da 6.334 a 4.852 km2), mentre quella di Terni-Spoleto da 234 mila a 308 mila, con una superfici complessiva che passerebbe da 2.122 a 3.604 km2. De Luca parla di «vantaggi numerosi» – anche per la Provincia di Perugia che si troverebbe a gestire un territorio più contenuto – e di «comuni necessità» in termini infrastrutturali tra Spoleto e Terni. Due territori che nel corso della storia hanno stretto legami profondi sotto diversi punti di vista.
L’atto Nella sua interrogazione il capogruppo pentastellato ricorda che già nel Dopoguerra sorsero movimenti volti a una ridefinizione dei territori provinciali, e che nel corso del tempo è nato anche un dibattito – politicamente diverse ere geologiche fa – sull’istituzione della terza Provincia, formata da Foligno, Spoleto e dalla Valnerina; dibattito che, in parte, fu anche il figlio di quel famoso «policentrismo» umbro che, spesso, ha posto diversi problemi politici a chi si è trovato a governare una Regione che, storicamente, è un’«invenzione» geografica.
La storia Nel testo del documento De Luca ripercorre parte di questa discussione, sottolineando che tra 2006 e 2007 «tale discorso venne approfondito quando approfittando delle riforme amministrative che riguardano la regione, e che prevedevano la semplificazione della macchina burocratica, il presidente della provincia Andrea Cavicchioli, il sindaco di Spoleto Massimo Brunini e, in parte, il presidente della provincia di Perugia Giulio Cozzari chiesero di avviare l’iter che avrebbe potuto portare all’effettivo riequilibrio delle due province umbre mai completato». Nel 2012, poi, i sindaci di Spoleto e Foligno «seppur cautamente» aprirono all’idea di ‘trasferire’ 22 Comuni dal Perugino al Ternano. Nel 2017, poi, è nato il comitato «Spoleto in provincia di Terni», che ha battuto subito su tasti come la perdita di peso politico e di servizi nei confronti di Perugia e Foligno. Martedì in aula Tesei dirà la sua sul tema.
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