Il sindaco Benedetti (foto Fabrizi)

di C.F.

Il sindaco Daniele Benedetti è pronto a ricandidarsi. Ha formalizzato la propria disponibilità nella tarda serata di mercoledì, inviando, come previsto dal regolamento Pd, una lunga lettera al segretario democratico Andrea Bartocci e alla presidente dell’assemblea Wilma Fiata. Il documento, composto da quattro pagine, ripercorre l’attività dell’amministrazione, calcando la mano sulle difficoltà economiche che hanno caratterizzato gli ultimi cinque anni, ma anche elencando gli interventi messi a punto nei vari settori di competenza comunale.

LA LETTERA DI BENEDETTI

Critiche ai circoli Tuttavia nella prima parte del testo, il sindaco uscente stigmatizza il metodo dei confronti avviati in questi giorni nei circoli del Pd in vista della definizione del percorso che porterà alla individuazione del candidato. «Da quello che mi è stato riferito – scrive il sindaco – mi sembra che il ragionamento sia imperniato più sul giudizio dei cittadini che sull’attuazione del programma, tant’è che soltanto un coordinatore mi ha chiesto una relazione sulle cose fatte, mi permetto quindi di dire che il confronto sia stato eccessivamente superficiale e troppo centrato su argomenti organizzativi, equilibri di correnti e principi generali, come primarie, mentre poche, e a volte strumentali, le analisi e le valutazioni sui problemi di Spoleto e l’attività della nostra amministrazione, ma del resto senza conoscere è ben difficile valutare con la necessaria profondità». La critica non è casuale, dai circoli è infatti è emersa con una certa forza la richiesta di indizione delle primarie, anche se l’ultima parola spetta all’assemblea o, in alternativa, all’accelerazione di qualche sfidante.

Le difficoltà degli ultimi 5 anni Nella lettera di ricandidatura Benedetti, poi, non manca di evidenziare le complessa congiuntura economica che ha accompagnato il lavoro dei sindaci negli ultimi cinque anni: «È scontato affermare che la percezione degli spoletini non è positiva e sfido chiunque a trovare altrove maggioranze di cittadini soddisfatte dopo questi durissimi anni, abbiamo vissuto una crisi impensabile, subendo l’aumento delle tasse fino a livelli insostenibili e incassando il colpo del crollo occupazionale, mentre Comuni, Province e Regioni razionalizzavano i tagli ai trasferimenti, riducendo la capacità di intervento e investimento».

Sociale e sanità Ma nonostante il contesto particolarmente problematico, il sindaco uscente qualche medaglia al petto è sicuro di potersela appuntare: «Senza alzare al massimo l’aliquota Imu, se non quest’anno quella della seconda casa, siamo riusciti  – scrive – a non tagliare nulla ai servizi sociali, né in termini di tipologia, né di numeri, certo abbiamo sacrificato qualche settore, continuando a percorrere la strada dell’innovazione, ne è prova il project financing per le mense scolastiche, che ha diminuito la spesa e innalzato la qualità, e quello in cantiere sugli impianti sportivi. Sull’ospedale – prosegue – mi pare che, tra i macchinari offerti dalla Fondazione Carispo a reparti come Radiologia, il rinnovo di spazi e arredi per Oncoematologia, i primari di Ostetricia e Ginecologia sono al loro posto con risultati ragguardevoli, la nuova residenza sanitaria assistita è stata inaugurata e in cantiere c’è il miglioramento dell’hospice, qualcosa, anche grazie all’azione delle associazioni, sia stato ottenuto».

Lavori pubblici Un rapido mea culpa viene fatto sul deficit di partecipazione sempre evidenziato dalle associazioni cittadine, ma anche dalle forze politiche di opposizione, e sulla mancata rimodulazione del programma di mandato. Per il resto Benedetti «sfida chiunque a far di più sulle opere pubbliche senza poter accedere ai mutui e dovendo fare i conti con una contrazione degli introiti da legge 10 del 40-50%, la mia giunta è riuscita praticamente a ultimare tutti i cantiere del Puc2 e ad attuare il piano di manutenzione delle strade, anche se servirebbero più soldi che per il momento non possiamo stanziare. Recentemente, poi, abbiamo riottenuto gli stanziamenti per il recupero delle palazzine della Rocca, maggiorati di circa un milione di euro, mentre qualche spiraglio si intravede per l’area dell’Anfiteatro».

Infrastrutture, lavoro e turismo Sul delicato fronte delle vertenze aziendali, Benedetti ammette che il territorio soffre di una «debolezza infrastrutturale», subito bollata come «datata». Ma anche qui c’è ottimismo: «Abbiamo registrato qualche segnale positivo sia con il progetto di miglioramento del tratto di Flaminia Spoleto-Terni, ma anche il nuovo stralcio della Tre Valli Baiano-Firenzuola e la conclusione dei lavori per il raddoppio ferroviario Spoleto-Campello». Su cultura e turismo il sindaco, invece, «invita a guardare i numeri con un 2013 che si è chiuso con il quinto miglior risultato in termini di presenze  dal 1957 con circa 260 mila pernottamenti».

Buco di bilancio Infine il buco di bilancio: «Ribadisco che viene da lontano, ma se non fossimo intervenuti la città sarebbe stata commissariata e invece ora possiamo dire di essere uno dei pochi Comuni con i conti in ordine, ma non tollero che il Piano di rientro venga giudicato insostenibile per i cittadini, è una manovra equa e incisiva sulle razionalizzazioni, ritengo quindi che nonostante i nostri limiti abbiamo profuso tutto l’impegno possibile per portare avanti progetti ereditati, alcuni dei quali sono stati ripensati, senza rinunciare all’innovazione». Ora la palla passa al Pd.

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