di C.F.
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Guido Grossi, candidato sindaco del Movimento 5 stelle, ha 59 anni e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sulla partecipazione popolare. Dal 1981 al 2007 ha lavorato in Bnl dove ha anche ricoperto posizioni apicali, guidando la direzione Mercati finanziari, prima di usufruire di un’incentivazione all’esodo scattata dopo l’acquisizione dell’istituto di Bnp Paribas. Si è quindi concesso due anni sabbatici, trasferendosi nelle campagne di Icciano, dove nel 2004 aveva comprato una casa, oggi trasformata nella Locanda del tempo, piccolo agriturismo che lavora su prenotazione. Grossi a Spoleto è stato anche coordinatore della sezione locale di Cittadinanzattiva.
Prima di tutto, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco in un momento così complesso per la città?
Proprio perché il problema è molto serio. Ha radici antiche e sono convinto che non possa essere risolto da chi l’ha provocato. Conosco le difficoltà, voglio aggredire il problema alla radice. Spoleto ha bisogno di tagliare con coraggio i legami con la gestione clientelare della vecchia politica che è sempre stata controllata dalla sinistra, ma anche con la gestione dell’economia, controllata dalla destra. Hanno distribuito favori, ma hanno lasciato problemi. Quella ragnatela di favori e di interessi individuali ha danneggiato il nostro tessuto sociale, ha mortificato le nostre aspettative e, soprattutto, ha ucciso la voglia e la capacità di crescere. E’ ora di cambiare, ma stavolta davvero. Sono state sciupate risorse pubbliche. Abbiamo perso le banche cittadine. Non resta che riunire le forze sane della città, quelle che scelgono con coraggio di smettere di chiedere favori e si mettono invece a lavorare seriamente per trasformare in realtà il sogno di tanti spoletini di poter vivere qui in maniera laboriosa e serena. Voglio spalancare le porte alle energie sane dei giovani, perché loro ci faranno dono di un futuro migliore. Mettiamoci al loro servizio, con umiltà. Restituiamo loro i diritti ed i servizi che le Istituzioni devono garantire, e vedremo miracoli.
Subito dopo le elezioni occorrerà fare i conti con partite complesse: buco di bilancio e Piano regolatore generale. In breve quali sono le azioni che intende varare.
Chiarezza e trasparenza sui conti per arrivare al bilancio partecipato, cambiando gli attori. Riconversione della spesa pubblica per trasformarla in investimenti produttivi. Rimodulazione del carico fiscale in linea con i principi di giustizia fiscale previsti dalla Costituzione (capacità contributiva e progressività). Trasformazione della macchina comunale e degli enti collegati per responsabilizzare le figure professionali e metterle in condizione di garantire alla città servizi decisamente migliori. Valorizzazione del patrimonio pubblico che deve diventare il fondamento della nostra rinascita. Avvio immediato della revisione del piano urbanistico, senza attendere l’esito del giudizio di cassazione, con soluzione dei tanti squilibri creati dal piano attuale. Abbiamo le mani libere e le competenze necessarie per garantire una buona amministrazione. Solo per cominciare.
Spoleto è oggettivamente una città a vocazione turistica, ritiene che sia questa la vera sfida da vincere per centrare la ripresa economica? Con quale strategia?
Turismo, certamente, ma a condizione che coinvolga tutti noi in un patto cittadino, chiaro ed equilibrato. I benefici devono distribuirsi in maniera equa ed intelligente. Garantita la buona amministrazione e ricostruita la fiducia nelle Istituzioni, sarà possibile lavorare ad un patto sociale fra tutte le forze produttive. L’obiettivo minimo è quello di dimezzare la disoccupazione in cinque anni, ridurla a livello fisiologico nel secondo mandato. Se lavoriamo insieme ad un progetto di sistema turistico integrato, da fissare in un documento ufficiale che impegna tutti gli attori economici a fare la loro parte per garantire che i benefici delle azioni comuni si distribuiscano in maniera equa fra tutti i partecipanti, allora avremo unione e successo. Il punto fondamentale sul quale far ruotare tutte le strategie, è fare in modo che la ricchezza portata dai turisti continui a circolare nel nostro tessuto economico territoriale. Bisogna fare in modo che passi dall’albergo al ristorante, al bar, al negozio che vende prodotti locali, all’artigiano che offre le cose fatte sapientemente a mano, all’agricoltore locale che produce buon cibo naturale e tipico, a chi produce arte e spettacolo, sport ed eventi, servizi e marketing. E’ l’intero tessuto sociale che può essere concepito ed indirizzato verso un diverso modello di sviluppo, organizzando le cose e pubblicizzandole a dovere. E’ così che daremo un futuro concreto a chiunque abbia voglia di un buon lavoro a Spoleto. L’obiettivo di moltiplicare per tre o per cinque o per dieci i flussi turistici non si raggiunge in un anno, ma in un orizzonte di medio termine è decisamente alla portata di una città come la nostra che ha veramente tanto da offrire, e non solo nel suo centro storico ma anche nelle tante frazioni e località che devono essere coinvolte nel progetto. Questa città non ha mai provato veramente a lavorare ad un progetto unitario. Non ha mai fatto marketing seriamente, se non per singoli eventi. E’ ora di farlo, con decisione e metodo, mettendo da parte divisioni, invidie e piccolezze, perché di queste cose si può vivere e si può vivere bene.
La rivitalizzazione del centro storico non è più prorogabile, quali sono i primi passi da compiere?
Non si può puntare solo sulle attività e sugli eventi. Non si può puntare solo sull’immagine ma dobbiamo essere veri. Per questo è necessario porsi l’obiettivo chiaro di riportare nel centro storico innanzi tutto gli abitanti e, contemporaneamente, le attività economiche, gli eventi e tanti turisti. Solo una città che è vissuta e goduta dai suoi abitanti è realmente apprezzata dai suoi ospiti ed è percepita come vera. Per incentivare gli abitanti e le attività economiche a tornare nel centro storico si può usare la leva fiscale e garantire loro servizi adeguati. Le aree degradate vanno recuperate e inserite nel progetto di dare spazi a persone e attività. Il decoro urbano deve essere assicurato in due modi: con un progetto che renda presentabile ed accogliente ogni angolo della città, con un altro progetto che stabilisca i criteri con cui scegliere l’arredo urbano in maniera coerente.
Lavoro. Ci sono vertenze pesanti per il futuro del territorio, a cominciare da quella ex-Pozzi, in qualità di sindaco come tenterebbe di governare queste delicate fasi?
Il sindaco deve far pesare il suo impegno e la sua determinazione in ogni trattativa, mettendoci la faccia per prima cosa, e poi coinvolgendo anche le autorità regionali e statati, pretendendo da loro che vengano esperite tutte le possibilità che la legge consente. Trovo molto triste la circostanza che nel caso della ex-Pozzi la politica locale non abbia coinvolto con decisione il Governo e si sia sostanzialmente “appellata alla clemenza della corte”. Certe decisioni sono responsabilità della politica, non dei giudici. Ad ogni modo, sono convinto che la soluzione vera e definitiva, di lungo termine, sia la costruzione di un diverso tessuto economico, che offra a tutti l’opportunità di un lavoro migliore. Nel turismo, nell’artigianato, nell’agricoltura riconvertita a metodi naturali, nella piccola industria che trasforma i nostri prodotti tipici, in quella che favorisce e diffonde l’efficienza energetica, insomma, in tutto ciò che produce beni e servizi necessari a soddisfare i nostri reali bisogni piuttosto che il desiderio delle multinazionali di accumulare profitti. Oggi il dramma vero è che dietro la chiusura di un’azienda c’è il baratro della disoccupazione. E’ inaccettabile, con tutte le cose belle che si possono fare.
Perché un elettore dovrebbe votarla?
Per lo stesso motivo che ha spinto me e i miei compagni di viaggio a metterci in gioco di persona: la necessità e l’urgenza di invertire completamente la rotta. Un numero troppo grande di persone è sull’orlo della disperazione e non possiamo lasciarli soli. Non possiamo lamentarci al bar maledicendo la politica per poi tornare a votare quelli che critichiamo dalla mattina alla sera. Questa volta troviamo il coraggio di cambiare davvero. Mandiamo a casa quelli che ci hanno tolto la gioia di vivere a Spoleto e imbocchiamo la via della rinascita. Sarà bello farlo.
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO MASSIMO BRUNINI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO MAURA COLTORTI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIAMPAOLO EMILI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO DANTE ANDREA ROSSI
