di C.F.
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Quello di martedì pomeriggio alle 15.30, nella sede regionale del Pd, sarà l’incontro decisivo tra la presidente uscente e a caccia del secondo mandato, Catiuscia Marini, e i cinque coordinatori dei circoli. Che sono pronti ad autosospendersi se dall’area di Perugia non si farà marcia indietro sull’esclusione di un nome spoletino nella lista Pd per le Regionali.
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FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
I PROFILI DEI CANDIDATI
Marini con Pensi e Burico Insieme alla presidente uscente Catiuscia Marini, presenti all’incontro anche Andrea Pensi e Matteo Burico, due esponenti che compongono il comitato di reggenza del partito istituito per la fase elettorale, ma anche i due inviati della segreteria regionale che hanno seguito Spoleto nelle ultime settimane, anche prima che la questione diventasse un vero e proprio caso politico.
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I presenti dei circoli Di fronte a loro si accomoderanno Rosanna Mazzoni coordinatrice del circolo del centro storico, Matteo Giontella (Alta Marroggia), Letizia Pesci (Passo Parenzi), Francesco Passeri (Pontebari) e Giacinto Tiberi (San Giacomo), più probabilmente alcuni componenti del gruppo consiliare.
Poche aspettative La vigilia del confronto non è condita da molto ottimismo e da più parti si spera nella candidatura in extremis di un rappresentante spoletino, di cui questo punto occorrerebbe comprendere anche l’identità, considerato lo stop a Giancarlo Cintioli e il nome travolto dalle correnti di partito di Valia Fedeli Alianti. A ogni buon conto, riflette qualcuno, magari qualcosa portiamo a casa e se non altro, scherzano amari altri, proviamo almeno a ricostruire un clima e a non far figuracce il 31 maggio.
COORDINATORI PRONTI AD AUTOSOSPENDERSI
Commissione regionale di garanzia I risultati del confronto di martedì non sono per il momento prevedibili, ma nell’attesa il consigliere Laura Zampa ha scritto alla commissione regionale di garanzia del Pd chiedendo di rivedere l’esclusione di un candidato spoletino «perché – si legge nel documento – non rispondente ai criteri votati in direzione regionale, dove si è stabilito tra i criteri la rappresentatività dei territori, la votazione della lista non era all’ordine del giorno dell’assemblea regionale del 12 aprile e la sua votazione, in presenza del grave problema di squilibrio territoriale venutosi a creare per la mancanza di candidati di Spoleto, è stata una forzatura non necessaria, considerato che mancavano ancora molti giorni alla chiusura delle liste».
