di Chia.Fa.
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Quattro incontri serali con la cittadinanza per chiarire le cause del buco di bilancio e, si presume, spiegare la ricetta attraverso cui in tre anni (praticamente due) si conta di ripianare 9.7 milioni di disavanzo. A suggerire al sindaco Daniele Benedetti il tour delle frazioni, ma anche il confronto con le forze economiche e sindacali del territorio, sarebbe stato niente di meno che Renato Locchi, anche lui qualche anno fa primo cittadino alle prese con conti in rosso.
Locchi e Benedetti Le indiscrezioni raccontano di un colloquio consumatosi tra i due un paio di settimane fa, presenti anche il segretario Lamberto Bottini e Paolo Baiardini, oltre naturalmente i democratici ducali, Andrea Bartocci e Dante Andrea Rossi, e durante il quale il navigato Locchi avrebbe spronato, con lo spirito del capitano che ha attraversato indenne la burrasca, il marinaio Benedetti, in balia delle onde e incapace di afferrare il timone, invitandolo a farsi forza e ad affrontare la tempesta.
Benedetti ci prova E così è stato. Anche se Locchi, nei ricordi democratici, avrebbe affrontato da solo fulmini e saette, sottoponendosi al fuoco incrociato di onorevoli, presidenti di associazioni di categoria e operai imbufaliti. Benedetti, invece, andrà con tutta la truppa, o meglio, con quel che ne resta. Mancherà la tempra decisionista dell’ex direttore generale Angelo Cerquiglini, ma a dar manforte ci saranno i quattro assessori che non hanno voluto «abbandonare la nave», Stefano Lisci, Juri Cerasini, Margherita Lezi e Battistina Vargiu, più sembrerebbe i dirigenti al gran completo.
Le arene Prima si affronterà l’immenso bocciodromo di San Giacomo, appuntamento mercoledì sera alle 21, poi giovedì, stesso orario, la truppa farà capolino nella palestra della scuola elementare di quella San Martino in Trignano un tempo fortino rosso. Venerdì sempre alle 21 sarà il turno della più mansueta platea del centro giovanile del Sacro Cuore, mentre l’ultimo appuntamento sarà di scena sabato alle 16.30 nella stessa sala dello Spagna in cui Benedetti ha preferito non comparire mercoledì scorso.
Mancano i numeri Ma anche se riuscisse a riafferrare il timone, uscendo indenne dalle arene di periferie e centro storico, il problema non sarebbe risolto. Già, perché alla maggioranza mancano i numeri per approvare qualsiasi pratica, figurarsi un Piano di rientro. Senza contare che lo scoglio più grande resta la mozione di sfiducia che, dimissioni a parte, va votata. All’orizzonte c’è almeno l’incaglio.
