Massimo Brunini (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

Massimo Brunini, candidato sindaco sostenuto dalla lista Vince Spoleto, ha 70 anni ed è un perito chimico che per 30 anni ha lavorato all’ospedale di Spoleto come tecnico analista. Assessore già nel 1970, per due volte presidente della Comunità montana, Brunini è stato sindaco della città dal 1999 al 2009.

Prima di tutto, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco in un momento così complesso per la città?

Di fronte a una crisi gravissima della città, in seguito a cinque anni di assenza di governo, ho ricevuto tante sollecitazioni dai miei concittadini che mi hanno pregato di riprendere da dove si era bruscamente interrotto il processo positivo che era stato avviato nei dieci anni precedenti. Ho provato con il mio partito a valutare percorsi utili ad avviare una discontinuità con un programma serio e persone idonee, ma purtroppo non mi è sembrato che ci fosse la volontà: niente programma discontinuo, nessuna idea per le primarie, ma soltanto la volontà di confermare l’assetto uscente. A questo punto ho ritenuto che non fosse giusto assistere ad altri cinque anni di sfascio ed ho deciso per la mia città un nuovo impegno ricercando persone serie e laboriose che potessero formare una squadra idonea a creare in città nuova fiducia e speranza di futuro.

Subito dopo le elezioni occorrerà fare i conti con partite complesse: buco di bilancio e Piano regolatore generale. In breve quali sono le azioni che intende varare?

Non mi mettono paura le partite difficili, quello che non tollero è la confusione, il lassismo, la propaganda permanente e l’ignoranza. Non credo che nel bilancio, ad un anno dall’approvazione del consuntivo 2012, ci siano cifre chiare. Credo che sul bilancio e la pianificazione urbanistica e tutto il resto vanno costruiti percorsi utili per risolvere e guardare avanti con persone serie, capaci ed intelligenti, per troppo tempo si è lasciato che tutto precipitasse senza un benché minima azione di governo. Il mio impegno è che appena insedierò la nuova giunta indicherò tempi e modi per risolvere i problemi come sono abituato a fare. Intanto posso dire che il piano di rientro indicato va cambiato

Spoleto è oggettivamente una città a vocazione turistica, ritiene che sia questa la vera sfida da vincere per centrare la ripresa economica? Con quale strategia?

Certamente credo nella vocazione turistica della città di Spoleto, non a caso la mia azione vanta il potenziamento del Festival, del Teatro Lirico Sperimentale, l’iscrizione della città nel patrimonio Unesco, le infrastrutture, i teatri, la riqualificazione del centro storico, tutte le azioni sul territorio di area vasta, la pista ciclabile Spoleto-Assisi, la ferrovia Spoleto-Norcia, la ripresa dei rapporti con le città gemellate compreso Charleston, le altre iniziative con il Ministero degli esteri e verso i vari Paesi del mondo. Purtroppo anche tutte queste azioni avviate e sviluppate nei due miei precedenti mandati sono state completamente interrotte ed abbandonate. Il turismo si alimenta anche con una nuova agricoltura, artigianato di qualità, ambiente, sport, ecc… Il mio intento è quello di riprendere un rapporto nuovo con tutte le categorie sociali, economiche e turistiche del territorio utilizzando al meglio i fondi Ue.

La rivitalizzazione del centro storico non è più prorogabile, quali sono i primi passi da compiere?

Il centro storico è stato abbandonato a se stesso, tutte morte le iniziative che si sarebbero dovute sviluppare con il Puc2, i fondi per le città Smart. Spoleto è stata esclusa. Ora il rischio che anche il terzo polo giudiziario che potrebbe ridare un po’ d’ossigeno langue per scarso interesse manifestato dall’amministrazione. Credo che da subito vada messo a disposizione del Tribunale un palazzo per le esigenze immediate e la proposta è quella di utilizzare il vecchio palazzo della Banca Popolare di Spoleto ora libero e altre strutture adiacenti.
Inoltre bisogna definire con la Regione e il ministero della Giustizia un accordo che veda la città più protagonista. Credo che l’opera avviata in accordo con l’Ater per portare nuovi residenti (vedi palazzo Leonetti Luparini) vada ripresa con forza, oltre a far vivere tutti i palazzi e piazze per le varie attività di promozione.

Lavoro. Ci sono vertenze pesanti per il futuro del territorio, a cominciare da quella ex-Pozzi, in qualità di sindaco come tenterebbe di governare queste delicate fasi?

Lavoro, la vera emergenza, da un lato va ripresa la politica degli investimenti interrotta per rendere la città più funzionale (vedi area dell’anfiteatro romano) riportando a Spoleto i vari finanziamenti sottratti in questi anni. La partita delle industrie va costruita con un accordo con la Regione, creando percorsi idonei per non lasciare la ex-Pozzi vivere in modo isolato, la Minerva abbandonata, l’area di San Giacomo ferma. C’è bisogno di iniziative a cominciare dala riapertura con l’ufficio Bic (business innovation center, ndr) di Spoleto o preincubatore. Non bisogna attendere una crisi per intervenire, ci vuole una politica che presidi le varie situazioni e chiami a rispondere chi di dovere.

Perché un elettore dovrebbe votarla?

Credo di avere le idee chiare sul da fare, oserei dire una guida sicura, con una squadra di professionisti idonea ad impegnarsi con sapienza, libertà senza condizionamenti, dare dignità e fiducia alla nostra Spoleto e cercare di far capire che il governo di una città è complesso, difficile, che la continuità di governo è fondamentale per non fare e disfare. La politica non deve essere propaganda ma strumento per affrontare i problemi veri con verità.

INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO MAURA COLTORTI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIAMPAOLO EMILI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GUIDO GROSSI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO DANTE ANDREA ROSSI

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