Sandro Cretoni (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice

L’arredo urbano causa i primi mal di pancia nella maggioranza. Ad alzare la voce è direttamente il vicepresidente del consiglio comunale Sandro Cretoni (Rinnovamento) che lamenta di essere stato escluso dalla commissione normativa di martedì dove, con 4 voti a favore e 3 astensioni, l’assessore Antonio Cappelletti ha centrato l’approvazione del nuovo regolamento sull’arredo urbano, che di fatto elimina i gazebo per bar e ristoranti in favore di pedane e ombrelloni.

Cretoni escluso da voto su arredo urbano Va subito detto che Cretoni non è un componente dell’organismo consiliare in questione, anche se alle sedute ha più volte partecipato su delega del consigliere Silvia Rastelli. Partecipazione però che sarebbe venuta meno nell’ultima riunione quella della votazione al documento e «per volere – dice il vicepresidente del consiglio – del capogruppo Zefferino Monini». Di misteri, però, a sondare qualche polso di maggioranza è difficile parlare. Già, perché Cretoni durante la discussione sulla definizione delle nuove regole per l’arredo urbano aveva chiesto l’installazione di alcuni teloni a protezione delle pedane e dei clienti in caso di vento e pioggia.

Mal di pancia in maggioranza Un’ipotesi non condivisa dalla giunta, specificatamente dall’assessore Cappelletti che ha seguito la pratica. Da qui si sarebbe consumato lo scontro con Cretoni che avrebbe annunciato ai colleghi di maggioranza il voto contrario in sede di commissione, convincendoli in sintesi a non concedergli la delega per la votazione. Una mossa che, inutile dirlo, ha infastidito il vicepresidente del consiglio: «Per tre mesi – scrive in una nota – ho contribuito alle modifiche del regolamento, partecipando a vari incontri, salvo poi essere escluso dall’ultima commissione, con la delega a me destinata che ha cambiato improvvisamente direzione per volere di Monini».

Contestato metodo e merito E poi: «Restando in attesa di gradite delucidazioni, dichiaro fin da ora di non essere d’accordo con il regolamento per l’arredo urbano perché oltre ad alcune questioni di merito già ampiamente messe in evidenza nelle sedi deputate e non recepite dall’Amministrazione, c’è una questione di metodo che non può non essere evidenziata: non mi sembra giusto in questo momento di crisi economica penalizzare ulteriormente le attività commerciali presenti sul territorio».

Cinque stelle: «Occasione persa» Sulle nuove regole per l’arredo urbano, attese giovedì pomeriggio in consiglio comunale, è intervenuto anche Spoleto 5 stelle: «Siamo d’accordo sulla necessità di un regolamento in questo senso, come richiesto dalla Soprintendenza, ma contestiamo fortemente il metodo adottato perché questa poteva essere un’occasione per aggregare una città  frammentata intorno a un progetto comune e invece sarà l’ennesima imposizione di un’amministrazione cieca che miete vittime, soprattutto e ancora una volta, nel centro storico, nel caso ristoratori e bar che avranno l’obbligo di eliminare le coperture dei gazebo, a prescindere dagli investimenti effettuati negli anni precedenti, quando la legge gli aveva concesso di utilizzarli».

Cappelletti nel mirino Secondo i Cinque stelle «se è vero che l’assessore Cappelletti ha reso partecipi le associazioni di categoria è anche vero che lo ha fatto però a giochi fatti, presentando un progetto già concluso, idem per i consiglieri comunali che a malapena hanno avuto il tempo di consultare il fascicolo. L’iter partecipativo è un metodo complesso che deve prevedere le consultazioni di tutte le parti in causa, perché – concludono – fare incontri per spiegare le decisioni non significa “partecipazione”, ma solo ricerca di un consenso di decisioni prese da altri, mentre Spoleto per ripartire ha bisogno anche di sentirsi coinvolta e partecipe. E in questo senso nulla, proprio nulla è cambiato rispetto al modo di operare dalle precedenti amministrazioni».

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