di Daniele Bovi
Quattrocentomila euro, centesimo più centesimo meno. Tanto è costata ai 21 eletti in consiglio regionale la campagna elettorale culminata con le elezioni del 27 ottobre. Le cifre emergono dai rendiconti depositati a Palazzo Cesaroni e in cui i consiglieri hanno riportato diverse voci, dall’acquisto del materiale elettorale alla distribuzione dello stesso, dalle spese per manifestazioni a quelle per gli spazi pubblicitari. A fissare dei tetti massimi è il famigerato Umbricellum, la legge elettorale umbra approvata tra molte polemiche e carte bollate poco prima delle elezioni del 2015. Per un candidato alla presidenza il limite massimo è di 100 mila euro mentre per chi aspira a un posto in assemblea 25 mila.
CONSIGLIERE SUPPLENTE, FANTASMA CHE SI AGGIRA DAL 2004
I tetti Secondo i rendiconti depositati ovviamente in cima alla classifica ci sono i candidati alla presidenza dei due principali schieramenti: Donatella Tesei e Vincenzo Bianconi. Se nelle urne il distacco è stato abissale, per quanto riguarda le spese rendicontate i due sono separati da una manciata di euro: la candidata leghista ha speso 74.243 euro, quasi tutti per l’acquisto di «materiali e mezzi di propaganda»; Bianconi, arrivato nell’agone politico a una trentina di giorni dal voto, si è fermato a quota 71.491 euro, 55 mila dei quali per «produzione, acquisto, affitto e noleggio di materiali e mezzi di propaganda». Nel complesso per tutti e 21 gli eletti si parla di 393.807 euro, anche se nell’elenco al momento non risulta la rendicontazione dell’assessore-consigliere Melasecche.
LE SPESE DEI CANDIDATI SU FACEBOOK
Le cifre In fondo alla graduatoria ci sono il pentastellato Thomas De Luca e l’ex presidente dell’assemblea, la dem Donatella Porzi, che hanno condotto una campagna low cost: De Luca ha speso appena 1.361 euro e 11 centesimi, mentre Porzi 4.032. Per tutti gli altri si parla di cifre decisamente superiori. Paola Agabiti, unica eletta della lista Tesei e assessore, si ferma appena sotto la soglia massima (24.979 euro) così come il capogruppo Pd Tommaso Bori (23.748) e Paola Fioroni (24.526), l’unica ad aver riportato la cifra investita nelle sponsorizzazioni Facebook (quasi 9 mila euro), gettonatissime durante la campagna elettorale.
Spese elettorali Il leghista Valerio Mancini, al secondo mandato, ha speso 19.953 euro e poco meno Andrea Fora (19.139), per lungo tempo candidato in pectore dell’area del cosiddetto «Patto civico», come Luigi Di Maio ribattezzò l’alleanza Pd-M5s più civici. Rimanendo in area centrosinistra, il dem Michele Bettarelli ha sborsato 17.490 euro, Simona Meloni 10.156 e Fabio Paparelli 17.998. In casa Lega Daniele Carissimi, per diversi giorni tra i candidati in pectore per un assessorato in lizza con Melasecche, 15.094 euro, Daniele Nicchi 10.895, Stefano Pastorelli 14.888, Francesca Peppucci 17.188, Eugenio Rondini 12.789 e Valeria Alessandrini, poi eletta in Senato al posto di Tesei, 5.763. Per completare il quadro, il vicepresidente della giunta, il forzista Roberto Morroni, ha investito 15.011 euro mentre il presidente dell’assemblea Marco Squarta 9.770.
Twitter @DanieleBovi
