Il 28 settembre i dipendenti della funzione pubblica scenderanno in piazza (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

In tema di spending review la Triade sindacale marcia divisa. Da una parte ci sono Cgil e Uil che per il 28 settembre chiamano tutti i dipendenti della funzione pubblica allo sciopero, mentre dall’altra c’è la Cisl che pur ribadendo il suo no ai «tagli lineari» è contraria anche «alla protesta fine a se stessa». Il sindacato di Bonanni quindi sceglie il confronto, chiede «risultati concreti» e organizza per martedì a Perugia e per giovedì a Terni, sotto le sedi delle rispettive prefetture, «dei sit-in informativi per illustrare l’attività sindacale a lavoratori e cittadini».

Abbiamo già dato Lo slogan scelto da Cgil e Uil per lo sciopero del 28 invece è una sigla, «Agd», che significa «Abbiamo già dato». In una conferenza stampa che si è tenuta lunedì mattina a Perugia, i segretari di categoria delle due sigle hanno messo nel mirino la «mannaia della spending review del Governo Monti che si abbatte sui servizi e sul lavoro pubblico». «E’ su questi lavoratori – hanno detto – e sui servizi da loro erogati, e quindi sulla parte più debole del Paese che di questi servizi usufruisce, che si abbattono i tagli». Provvedimenti che secondo Uil e Cgil meritano la risposta della piazza.

Le conseguenze Tra le conseguenze sulla regione dei suddetti provvedimenti Cgil e Uil annoverano la soppressione di alcuni uffici giudiziari nonché dell’Ufficio scolastico regionale («argomento che la Regione non ha ancora minimamente affrontato») e la messa a rischio del futuro dell’agenzia della Difesa di Baiano, con il suo carico di oltre 200 dipendenti. E poi, ci sono gli accorpamenti delle Agenzie delle entrate, con la chiusura delle sedi di Spoleto, Foligno, Città di Castello e Gualdo Tadino, che rappresentano un «clamoroso controsenso rispetto agli intenti dichiarati dal Governo sulla lotta all’evasione fiscale». Infine, c’è l’accorpamento di Inpdap e Inps che a livello nazionale produrrà circa 5.000 esuberi.

Le richieste della Cisl Sull’altro fronte c’è una Cisl che invece, nonostante le critiche ai «tagli lineari», «apprezza la disponibilità del ministro Patroni Griffi che, dopo la pausa estiva, ha ripreso gli incontri con i sindacati avviati con l’intesa del 3 maggio». E se in un’ottica più ampia si vuole «da subito definire – spiega Ubaldo Pascolini, segretario regionale della Fp-Cisl -un accordo con l’Aran sulle relazioni sindacali ed un protocollo d’intesa quadro sui processi di riorganizzazione degli enti locali e sanità», ai partiti umbri impegnati nel riordino territoriale e della sanità si chiede di «separare la politica dalla gestione», di razionalizzare le reti territoriali dei servizi, di semplificare l’organizzazione e di eliminare consulenze ed incarichi esterni.

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