di Daniele Bovi
Prosegue con Marco Locchi, candidato sindaco di Umbertide partecipa, la serie di articoli che Umbria24 dedicherà nei prossimi giorni ai candidati di Terni, Spoleto, Corciano, Passignano e Umbertide. Le città andranno domenica al voto insieme a Monte Santa Maria Tiberina, Cannara e Trevi. A Umbertide Locchi, ex sindaco pd silurato a causa di una guerra interna ai dem che ha provocato il commissariamento del Comune, dovrà vedersela con, Giampaolo Conte per il M5s, Mauro Alunni per LeU, Gianni Codovini per Umbertide cambia, Paola Avorio per il Pd e Luca Carizia per il centrodestra.
In caso di vittoria, quali ritiene siano le tre misure più urgenti da varare?
«Una premessa: esiste una misura “zero” che riguarda il completamento di tutte le opere la cui realizzazione è stata finanziata o avviata con la precedente legislatura. Detto questo, la prima misura riguarda in primis partecipazione, trasparenza e il ricorso sistematico a momenti di dibattito pubblico; quindi la prima misura riguarderà la riorganizzazione delle macchina comunale al fine di adeguarla a queste nuove modalità di rapporto con i cittadini. Poi ci sarà una nuova politica tributaria, con l’aggiornamento del sistema attualmente in uso. Verrà introdotto un nuovo software che consentirà l’incrocio dei dati al fine di consentire una maggiore equità fiscale. Pagare meno per pagare tutti. Infine, abolizione dei consigli di quartiere e costituzione dei Consigli dei cittadini volontari».
Pensa possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì,in quale misura?
«Per poter operare riduzioni di tasse e tariffe, a meno che non si voglia fare demagogia, è indispensabile innanzitutto recuperare nuove risorse: per questo motivo, come indicato sopra, si rende necessario innanzitutto cambiare la politica tributaria. Una riduzione potrebbe verificarsi sulla Tari a seguito della gara attualmente in corso dalla quale potrebbero emergere condizioni migliorative rispetto a quella attuale. La Tari potrà essere oggetto di uno studio approfondito che avrà l’obiettivo di riclassificare le varie categorie merceologiche».
Come pensa di gestire il dossier relativo alla costruzione del nuovo centro islamico?
«Mente chi sostiene di potere bloccare la costruzione. Ci sono altri casi in Italia dove hanno provato a bloccare la costruzione di centri simili. Il Tar ha sempre espresso parere negativo obbligando il comune a riprendere i lavori. La gestione del centro potrà avvenire sulla base del protocollo firmato a novembre 2017 dal prefetto, dal sindaco e dall’imam di Umbertide: protocollo approvato dal governo, dalla regione, dalla chiesa, dalla comunità islamica, dalle forze dell’ordine. Tale protocollo prevede: trasparenza degli atti amministrativi, comunicazione del sermone in arabo e italiano, blocco della costruzione al solo piano terra. Il protocollo rappresenta il primo elemento di un percorso finalizzato alla coesione che i vari soggetti dovranno portare avanti. Il nostro programma prevede la ratifica immediata del protocollo, l’immediata convocazione di un momento di dibattito pubblico e l’individuazione di un assessore di livello nazionale al quale affidare la gestione delle problematiche relative al centro».
La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini. Coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?
«Sulla sicurezza sono già stati fatti interventi come l’installazione di circa 20 telecamere, il patto con il prefetto “Mille occhi sulla città” e quello, sempre con il prefetto, contro le infiltrazioni mafiose. Le nostre proposte prevedono il potenziamento del sistema di videosorveglianza, maggior controllo della abitazioni date in affitto, costruzione di una nuova caserma rispetto alla quale il comune troverà un lotto di terra e il soggetto che costruirà la nuova struttura, incremento dell’organico dei vigili urbani – anche amministrativo – e un accordo tra comune, cittadini e sorveglianza privata per attivare un controllo del territorio H24».
Come intende affrontare i problemi ambientali che riguardano l’area di Calzolaro?
«Immediata modifica e aggiornamento del piano di igiene ambientale. Stretto collegamento con Regione e proprietà per individuare una soluzione che dovrebbe innanzitutto prevedere l’adozione di tutte le misure necessarie a ridurre le emissioni odorigene e in secondo luogo valutare anche la delocalizzazione dell’impianto. Infine, stretta collaborazione con tutti i soggetti in campo».
Quale ritiene sia la soluzione migliore per quanto riguarda l’area dell’ex manifattura dei tabacchi?
«L’edificio è stato recentemente oggetto di interventi di miglioramento acustico, ed è stato costruito uno spazio cucina esterno. Il passo successivo dovrà essere uno o più momenti di dibattito pubblico necessari per decidere il possibile utilizzo della struttura e, successivamente, un bando pubblico per la sua gestione che dovrà avvenire entro l’anno».
Twitter @DanieleBovi
