di Marta Rosati
Come già avvenuto nella prima fase della campagna elettorale, anche in vista del ballottaggio la redazione di Umbria24 intende riservare ai candidati sindaco uno spazio nella sezione Speciale elezioni amministrative.
Il M5s a Terni pare non riesca a sfondare, come mai? Crede che la lunga gestazione del governo nazionale e le mosse di Luigi Di Maio abbiano in qualche modo influito sul risultato del primo turno?
Il piano nazionale e il piano locale sono due livelli totalmente diversi ma indubbiamente a Terni i voti raccolti dal centrodestra sono stati per Salvini e non per Latini. Il risultato del M5S a Terni è fra i più alti in Italia e chi ha votato De Luca ha votato l’inconfutabile lavoro svolto in questi anni sul territorio dalla mia squadra. Non c’è alcun tipo di compatibilità politica tra la Lega e il M5S a Terni. Ho sempre avuto forti perplessità nei confronti di questo contratto di governo, perplessità che trovano riscontro nel fatto che mentre da una parte c’è chi sta lavorando facendosi carico dei ministeri più difficili, dall’altra c’è chi non ha mai dismesso gli abiti della campagna elettorale sulla pelle delle persone.
A quale parte dell’elettorato guarderà con maggiore interesse per tentare il ribaltone? Il M5s potrebbe rivolgersi anche al Pd per fare fronte comune contro il Centrodestra, oppure no? Perché?
A Terni non si tratta di votare il M5S, perché in questo momento sento su di me la responsabilità di rappresentare l’unica barriera verso una destra affarista che si sente già padrona della città. Una responsabilità che va oltre l’appartenenza partitica. Noi ci rivolgiamo a tutta la Terni libera per fare fronte comune contro una deriva culturale, identitaria e valoriale che mette in discussione le radici della nostra comunità. Riconosco i miei errori sui quali ho costruito una nuova coscienza, dobbiamo andare oltre la semplificazione del messaggio politico che come il sonno della ragione genera mostri. C’è la necessità di fare rete con tutte le forze sane della città per combattere la paura con il coraggio di andare oltre il perimetro di appartenenza.
«Restituiremo entusiasmo e fermento alla città» ha detto in campagna elettorale; alla prima chiamata alle urne ha risposto solo 59,47%, come si può intanto recuperare la fiducia dei cittadini nella politica? Rivolga un appello in tal senso.
Siamo sicuri che non ci sarà bisogno di fare appelli per mandare gli elettori alle urne perché sono già moltissime le persone e i gruppi che si stanno mobilitando per fermare la deriva verso una Terni che non gli appartiene, che non ci appartiene. Siamo l’unica possibilità di riscatto per questa città, l’unica possibilità di costruire un governo aperto al contributo di tutti dando le risposte immediate di cui Terni ha bisogno. Dal 25 giugno siamo pronti a governare come sintesi, come terminale di una rete, perché da soli non siamo nulla, insieme saremo la rinascita di Terni.
Se avesse a disposizione sufficienti risorse economiche per recuperare vecchi stabilimenti industriali dislocati in varie parti della città, cosa ne farebbe?
Li metterei a disposizione di chiunque possa garantire investimenti per creare nuovi posti di lavoro partendo dall’innovazione e la ricerca, dall’industria della cultura ai servizi.
Se il Comune di Terni avesse, sotto la sua guida, la possibilità di finanziare una ed una sola manifestazione, o evento o festival in città, quale sarebbe?
L’assessorato al funding, alle risorse esterne, si occuperà di reperire finanziamenti attraverso la progettazione europea, le risorse ministeriali e gli investimenti da parte dei privati per far sì che non ci sia una sola manifestazione da dover finanziare ma un calendario di eventi di respiro internazionale durante tutto l’arco dell’anno. Chiunque abbia un’idea valida, importante, di respiro internazionale troverà una porta aperta nella nostra amministrazione con lo sportello unico degli eventi.
Lei ha già detto che quello dei Pentastellati è il programma migliore per la città, cosa teme allora del suo sfidante?
Temo il sistema di potere trasversale che lo ha circondato sottraendolo ad ogni confronto, un sistema che è già pronto a mettere le mani sulla città. Temo la sua debolezza nei confronti delle persone che lo circondano, nel tenere a bada l’appetito famelico dei suoi alleati. Mi fa terrore che, da candidato sindaco di Terni, abbia sottoscritto un manifesto palesemente omofobo, contro la libertà di scelta, contro la civiltà.
Da poco papà, proprio come Leonardo Latini, ci dica tre valori in cui si riconosce e che non mancherà di trasmettere ai propri figli.
Essere sempre tolleranti ed aperti al dialogo con chi è diverso, viaggiare e conoscere il mondo, condividendo senza paura anche con chi ha meno di noi; conservare con amore e passione le nostre radici e difendere la nostra terra e i beni comuni; l’onestà per andare sempre a testa alta ed essere una persona libera.
@martarosati28
