Donatella Tesei

di Daniele Bovi

«Sicuramente c’è molto da fare, non abbiamo bacchette magiche ma un percorso chiaro davanti». Così la presidente della Regione Donatella Tesei a proposito dei dati del sondaggio, relativo al gradimento della giunta e non solo, pubblicato nei giorni scorsi da Umbria24. La presidente ne ha parlato martedì sera a Umbria+ durante la trasmissione Nero su bianco di Laurent De Bai.

REGIONALI E POLITICHE, PER CHI VOTEREBBERO GLI UMBRI

GRAFICI: PER QUALE PARTITO O PRESIDENTE VOTEREBBERO GLI UMBRI

Tesei Intervistata da Umbria24 e da Il Messaggero Tesei sul punto ha ricordato i dati su Pil ed export, sottolineando che «c’è sicuramente bisogno che questa percezione diventi diffusa. Una consapevolezza della ripresa ce l’hanno sicuramente le imprese e quei lavoratori che sono stati assunti; una percezione che non sarà arrivata a tutti. Evidentemente – ha aggiunto – c’è molto da fare per invertire la rotta e le azioni di governo hanno bisogno di tempi lunghi per portare a risultati sperati e che vanno raggiunti. Spero che chi ha risposto al sondaggio possa ricredersi».

L’ANALISI: «DAL SONDAGGIO EMERGE UN’UMBRIA RIPIEGATA SU SE STESSA»

Zaffini «Nel sondaggio – dice il coordinatore regionale di FdI Franco Zaffini – vedo luci e ombre. Sicuramente per quanto riguarda il centrodestra, che è forza di governo, ci sono più ombre che luci, ma non sono solo riferite all’aspetto politico, che non mi sfugge. In questa fase c’è disagio un forte disagio sociale – dovuto alla fase post Covid, alla crisi e al caro bollette – e dobbiamo essere onesti e sinceri: i numeri sono fortemente influenzati dalla situazione economico-sociale che vive l’Umbria. Poi c’è anche un dato politico, specialmente per alcuni assessorati dove se qualcosa di buono è stato fatto la gente non se ne è accorta. Quindi bisogna migliorare comunicazione e la messa a terra dei progetti». Sui numeri che riguardano i partiti Zaffini incassa con «massima soddisfazione» il dato secondo il quale FdI in Umbria è superiore a quello medio nazionale: «Alle regionali la coalizione di centrodestra è leggermente avanti e, visti i molti indecisi, questo ci darà spazio per lavorare e correggere quello che oggi non funziona».

Modena «Il sondaggio – spiega la senatrice di FI Fiammetta Modena – fotografa le ansie e le preoccupazioni dei nostri cittadini. Abituati da anni, con la introduzione dell’euro, a prezzi abbastanza stabili e a una inflazione nei fatti non esistente, gli umbri si sono trovati innanzi uno scenario del tutto inatteso. Sia chi vive di pensione, di stipendio o di redditi autonomi è spaventato. La politica, le istituzioni sono chiamate a una immediata reattività. Senza la percezione di soluzioni immediate i risultati sono quelli fotografati dal sondaggio». Quanto invece ai numeri dei partiti, «il dato politico – commenta – da un lato riporta l’attuale orientamento rilevato a livello nazionale per i partiti». «Per quanto attiene il giudizio sulla giunta – conclude – conferma che c’è un largo disagio sociale da gestire, sul quale tutte le forze politiche della maggioranza sono impegnate per dare risposte certe e immediate».

Centrosinistra Dal fronte del centrosinistra il giudizio è netto, e ovviamente negativo: «Il sondaggio – sostiene il segretario pd Tommaso Bori – fotografa bene una tendenza, un sentiment generale ormai chiaro da mesi, per questo è stato prontamente sminuito dagli esponenti di centrodestra per negare la realtà dei fatti. Non stupiscono i giudizi ampiamente insufficienti espressi sull’operato della giunta, specie sui settori più sensibili e più in sofferenza come quelli dello sviluppo, del lavoro e della sanità. La Regione arranca su più fronti, appare incapace di dare risposte adeguate, ma soprattutto risulta distante dai problemi dei cittadini e priva di una visione strategica in grado di superare l’attuale crisi economica e sociale. In due anni e mezzo la coalizione di centro destra ha perso più di 10 punti percentuali».

PER SEI SU DIECI GIUNTA E PRESIDENTE SOTTO LA SUFFICIENZA

GRAFICI: IL GIUDIZIO SU PRESIDENTE E GIUNTA

Il Pd Quanto ai numeri dei partiti, per Bori il Pd al 25 per cento evidenza «un ritorno in campo del partito. Il campo largo delle forze del centrosinistra, se unito, appare invece nuovamente competitivo. Questo è positivo, ma non basta: il PD intende continuare a portare il suo contributo di valori, progetti e persone, vuole essere il motore di una vera alternativa che si muove da basso, dalle piazze e non dal palazzo».

IL SONDAGGIO: LE CONDIZIONI SOCIOECONOMICHE DEGLI UMBRI

IL SONDAGGIO: SACRIFICI PER RISPARMIARE E INCUBO INFLAZIONE

Il M5S Per il capogruppo M5S Thomas De Luca i numeri «cristallizzano la drammatica percezione che raccogliamo ogni giorno parlando coi cittadini». Per De Luca c’è «una giunta arrogante e arroccata nel palazzo che, come abbiamo spesso denunciato, ha portato avanti politiche classiste». «Come M5S – aggiunge – registriamo positivamente quello che sarebbe un miglioramento in termini percentuali di quasi tre punti rispetto alle ultime elezioni regionali. Un elemento di ulteriore motivazione che ci spinge a essere al centro di una proposta di governo alternativa a una giunta regionale che a oggi rappresenta solo gli interessi di pochi».

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