di Chiara Fabrizi

Umbri tutti d’accordo con percentuali bulgare: con questi chiari di luna occorre evitare le spese inutili e risparmiare. Il motivo è legato a quella che per gli umbri dovrebbe essere la prima priorità di chi governa, vale a dire l’aumento del costo della vita e l’inflazione, che è anche la principale fonte di preoccupazione della popolazione. In termini di ansie, però, non è scomparsa quella del Covid-19, tanto che a domanda precisa sette umbri su dieci si dicono ancora preoccupati dal virus, ma ci sono delle variazioni, seppur modeste. Questa una delle fotografie scattata da Umbria24 con il sondaggio commissionato a Tecné e realizzato tra il 18 e il 25 febbraio con 1.649 interviste effettuate attraverso il metodo telefonico (Cati-Cawi) con un margine di errore che, in base ai due territori provinciali e alle frequenze, varia dall’1,4 al 4 per cento.

GRAFICO: ALTRI SACRIFICI PER RISPARMIARE

Accordo “bulgaro” sul risparmio Da qui emerge netta la corsa al risparmio, che è condivisa quasi da nove umbri su dieci. La domanda posta agli intervistati è questa: in momenti come quello che stiamo vivendo è meglio evitare spese inutili e cercare di risparmiare? L’87,7 per cento si è detto d’accordo, quota che sale all’88,6 a Perugia città e all’89 in provincia di Perugia, mentre scende all’85 nella provincia di Terni. Ma c’è anche chi è perfino più propenso o costretto a stringere la cinghia: si tratta delle persone in cerca di occupazione (96 per cento d’accordo), persone con diploma di scuola media o elementare (91) e le fasce di popolazione da 34 anni in su (90). Non condividono la rinuncia a beni o esperienze classificabili come non essenziali in favore del risparmio il 10,9 per cento degli umbri, si scende al 10 per cento a Perugia città e pure in provincia, mentre i più desiderosi di svago sono i residenti della provincia di Terni col 13 per cento (le quote restanti non sanno cosa rispondere). I più restii a frenare il consumo sono gli umbri tra 18 e 34 anni, di cui risulta d’accordo con la corsa al risparmio “solo” l’80 per cento, ovvero il valore più basso, seguito dalle, persone con laurea e lavoratori indipendenti (82).

GRAFICO: PROBLEMI DELLE FAMIGLIE E PRIORITà DELL’AGENDA POLITICA

Contenere inflazione prima priorità Agli intervistati, poi, è stato anche chiesto quali dovrebbero essere i problemi da porre ai primi posti dell’agenda politica, mettendo sul tavolo 13 possibili risposte e consentendo di indicarne più di una. Per la maggioranza assoluta, ovvero il 63,4 per cento, l’incertezza maggiore è legata all’aumento del costo della vita e all’inflazione, seguito dalla tasse troppo elevate (45,7), dalla crisi economica (33,8), redditi e pensioni troppo basse (33,5) e disoccupazione e precarietà (32,4). Contenere l’inflazione, comunque, è una priorità largamente condivisa tra i lavoratori autonomi (70 per cento) e tra gli umbri della fascia 18-34 anni (69), mentre c’è una percezione piuttosto differente tra i residente della provincia di Perugia e di Terni , che ritengono dovrebbe rappresentare il primo punto dell’agenda politica, rispettivamente, nel 65 per cento e nel 58 per cento. La minor quota di popolazione che considera fondamentali le misure di contenimento dell’inflazione si registra tra chi è in cerca di occupazione (54 per cento), che comprensibilmente ha altri timori.

GRAFICO: QUANTO PREOCCUPA L’AUMENTO DELLE BOLLETTE

Incubo rincari Oltre alle priorità c’è la preoccupazione, misurata con il quesito dedicato specificatamente all’aumento del costo della vita e i rincari delle bollette. Analogamente al risparmio anche qui l’angoscia per i rincari mette tutti d’accordo: il 96 per cento degli umbri si dicono preoccupati, stesso dato a Perugia città, mentre si sale al 97 nella provincia di Perugia e si scende al 94 in quella di Terni. Da segnalare che l’impatto dell’inflazione sui bilanci familiari preoccupa di più gli uomini (98) che le donne (94), mentre i prezzi in salita preoccupano la quasi totalità dei fragili, ovvero chi cerca un’occupazione (100) e chi ha redditi bassi (99). La quota maggiore di quelli che non è in ansia per i rincari, che è comunque molto contenuta, emerge nella provincia di Terni, nei residenti dei comuni tra 15 e 30 mila abitanti, negli over 64 anni e nei pensionati (tutti al 6 per cento).

GRAFICO: PREOCCUPAZIONE PER IL COVID NELLE FAMIGLIE UMBRE

Preoccupazione Covid Infine, il Covid-19 su cui Tecné ha rilevato la preoccupazione degli umbri, che si registra nella maggioranza assoluta della popolazione, ovvero nel 70,1 per cento, mentre non hanno timori per il virus il 27,8 per cento degli umbri, dato che sale al 33 per cento in provincia di Terni (i restanti hanno risposto di non sapere). Tra le pieghe delle tabelle emerge, poi, che i più tesi per la pandemia sono gli umbri tra i 45 e i 54 anni (76 per cento), i lavoratori dipendenti (74) e i cittadini con redditi bassi (73). Al contrario il livello maggiore tra coloro i quali sostengono di non essere preoccupati si registra tra i laureati (38), appunto i residenti della provincia di Terni (33) e i lavoratori autonomi (32).

@chilodice

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