di Daniele Bovi
Per sei umbri su dieci l’operato della presidente della Regione Donatella Tesei e della giunta non raggiunge la sufficienza, con giudizi ancora più netti in particolare tra famiglie a basso reddito, lavoratori dipendenti, persone in cerca di occupazione e quelle con un grado di istruzione più elevato. Sono questi alcuni degli elementi più importanti che emergono dal sondaggio, commissionato da Umbria24 all’istituto di ricerca Tecnè, con il quale a quasi metà legislatura – e dopo due anni di pandemia – si scatta una fotografia riguardante il clima sociale, economico e politico dell’Umbria.
GRAFICI: IL GIUDIZIO SU PRESIDENTE E GIUNTA
Il voto Agli intervistati Tecnè ha chiesto di dare un voto al governo regionale su diversi temi, dalla sanità al turismo, dallo sviluppo economico alle politiche per la casa fino a sicurezza, lavoro, giovani e così via. Quasi il 60 per cento di voti positivi la giunta lo ottiene a proposito dei servizi sanitari – anche se per il 60 per cento la gestione della pandemia non è stata da sufficienza – e quasi il 55 per cento per trasporti e infrastrutture. Su tutte le altre materie, come mostrano i grafici di Umbria24, i voti fra l’uno e il cinque rappresentano la maggioranza, con punte in particolare del 65 per cento per l’efficienza della Pubblica amministrazione, del 74 per le politiche giovanili, del 78 per cento per lo sviluppo economico e dell’80 per cento delle politiche per il lavoro.
IL SONDAGGIO: LE CONDIZIONI SOCIOECONOMICHE DEGLI UMBRI
Lavoro e reddito Nel complesso i giudizi su Tesei e giunta sono sostanzialmente sovrapponibili: per il 59 per cento del campione la presidente non centra la sufficienza, mentre per il 15 per cento merita un sei e per il 19 per cento un voto fra il sette e il dieci. A scorrere i numeri nel dettaglio le due grandi linee di frattura sembrano essere il lavoro e le condizioni reddituali. Tra le famiglie a basso reddito infatti le insufficienze toccano l’88 per cento, mentre per quelli medi o alti oscillano tra il 45 e il 50 per cento; tra disoccupati e indipendenti viaggiano fra il 75 e il 77 per cento, mentre fra pensionati e dipendenti tra il 51 e il 55 per cento. Per quanto riguarda le fasce d’età, le percentuali più alte di voti negativi ci sono fra i 55-64enni (73 per cento) e tra i 18-34enni (61 per cento).
IL SONDAGGIO: SACRIFICI PER RISPARMIARE E INCUBO INFLAZIONE
Regionali Prendendo in esame il livello di istruzione, per il 64 per cento dei laureati la presidente non supera l’esame, con percentuali leggermente inferiori per diplomati (60 per cento) e tra chi ha un livello di istruzione più basso (59 per cento). Tecnè ha chiesto agli intervistati anche per chi avessero votato alle regionali 2019, che hanno visto il centrodestra trionfare con il 57 per cento: qui ovviamente il giudizio è più polarizzato, con il 78 per cento di voti negativi fra chi ha votato Vincenzo Bianconi e un 41 per cento tra gli elettori della presidente, comunque promossa tra il suo elettorato.
L’effetto sulle persone Ma qual è stato l’effetto delle politiche adottate dal governo regionale sulle condizioni di vita delle persone? Anche in questo caso è il reddito una delle variabili principali: quelle considerate ad alto reddito segnalano un peggioramento nel 18,6 per cento dei casi, mentre per giovani, poveri e nuclei con bassi redditi le percentuali oscillano tra il 48,4 e il 52,6 per cento. Numeri elevati anche per commercianti e artigiani (49,5 per cento) e disabili (45,7). Meglio è andata a pensionati, tra i quali il 31 per cento segnala un peggioramento, liberi professionisti (30 per cento) e in generale le persone più anziane (38,4).
Metodo Venerdì pubblicheremo le intenzioni di voto ai partiti per quanto riguarda regionali (compreso il candidato presidente) e i partiti. Il sondaggio è stato realizzato tra il 18 e il 25 febbraio; 1.650 le interviste telefoniche (metodo Cati-Cawi) rappresentative della popolazione maggiorenne residente in Umbria. Il campione è ponderato per sesso, classe d’età e partito votato alle europee 2019.
Twitter @DanieleBovi
