Si sarebbero sentiti dire che la loro è una politica di denigrazione tesa ad un puro tornaconto, questo si evince dalla nota diramata, gli esponenti del gruppo consiliare Amelia domani che, rivendicando un agire mosso dall’interesse pubblico, denunciano una serie di trasformazioni della sanità pubblica locale, considerate scellerate.

Sanità pubblica «Il reparto di Medicina dell’ospedale di Amelia, dal 2020, non ha più accettato ricoveri diretti trasformandosi gradualmente in un ospedale di comunità’, come recentemente è stato ufficializzato, ossia in un ‘polo infermieristico’ e non in un ospedale inteso nel significato intrinseco del termine; il punto di Primo intervento, quando è aperto, ormai da tempo funziona a singhiozzo per la presenza altalenante di un medico, sino a giungere alla recente chiusura ufficializzata, nei fine settimana del mese di luglio per assenza di personale; il laboratorio analisi è stato chiuso; il reparto di Medicina, come quello di Riabilitazione motoria sono stati trasferiti presso l’ospedale di Narni; il servizio geriatrico è ormai chiuso da più di un anno e l’assistenza domiciliare risulta essere depotenziata; il SerD (Servizio per le dipendenze), è stato pesantemente ridimensionato nelle sue attività. Potremmo continuare ancora molto – commentano da Amelia domani – ma ci ripeteremmo elencando situazioni pesanti di difficoltà già denunciate anche in sede di Commissione Sanità Regionale, che ormai investono tutta la sanità territoriale e no. Come è stato possibile tutto questo nel silenzio totale di chi rappresenta la città? Cosa ha fatto
l’Amministrazione comunale per scongiurare simili risultati se non assecondare le direttive ricevute dall’alto: meno passerelle e meno inaugurazioni e più azioni a difesa del diritto primario alle cure di tutti i cittadini, di questo abbiamo bisogno.

Amelia domani Veniamo quindi alla Casa della Comunità di Amelia, inaugurata martedì 18 luglio.  Vogliamo sperare di non essere in presenza della ennesima azione volta a far passare la Casa di Comunità quale elemento compensativo a quello che fu l’ospedale Santa Maria dei Laici. Per quanto a noi noto riteniamo che le due entità non sono assolutamente né sostituibili l’una all’altra, né tantomeno sovrapponibili. Per quanto ci sarà possibile dichiariamo che continueremo a vigilare e a denunciare ogni problematica, ogni disservizio, ogni azione nefasta, a tutela di una sanità pubblica aperta a tutti e tutte, da tutti e tutte fruibile. Chi rappresenta la cittadinanza tutta, dovrebbe essere in prima fila con noi a combattere la scellerata politica di dismissione della sanità pubblica che l’attuale Amministrazione regionale ha avviato».

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