L'assessore Bartolini (foto F.Troccoli)

Entro la fine del 2015 la giunta regionale presenterà un nuovo piano, triennale, per la semplificazione amministrativa. Ad annunciarlo, mercoledì in consiglio regionale durante la riunione della Prima commissione, l’assessore alle Riforme Antonio Bartolini che ha tracciato quello che sarà il programma di legislatura, basato su tre principi: «Semplificazione, digitalizzazione e riorganizzazione». Quanto all’annunciato nuovo piano, questo sarà «in forma aperta e ideologica, non avrà un approccio burocratico, e prevederà la partecipazione degli stakeholder che devono denunciare i problemi e le inefficienze della pubblica amministrazione che vivono quotidianamente. Inoltre al cittadino dovrà essere data la capacità di intervenire durante l’applicazione del programma, altrimenti il rischio è che la burocrazia lo insabbi. Dobbiamo ribaltare la logica della semplificazione, e a essa va unito un processo di digitalizzazione completo».

Obiettivo ambizioso Un obiettivo che lo stesso Bartolini definisce «ambizioso» e non senza ostacoli, come il digital divide, «che rischia di penalizzare alcuni territori che rimangono scoperti», oppure «la necessaria formazione per il personale della pubblica amministrazione, anche dei Comuni per i quali l’agenda digitale prevede risorse specifiche». Parlando di riorganizzazione amministrativa, l’assessore mette nel mirino anche gli apicali degli uffici regionali: in questo settore l’obiettivo dichiarato è quello di un ridimensionamento della dirigenza, un’inversione del rapporto posizioni organizzative-personale nonché un «riaccorpamento dei servizi e una loro riorganizzazione pensata sulla digitalizzazione, che verrà fatta a blocchi». Punto di partenza a proposito di quest’ultimo capitolo saranno le funzioni delle Province, che passeranno alla Regione grazie alla riforma.

Province Oltre al personale quindi (in base all’accordo coi sindacati oltre 200 unità) palazzo Donini si dovrà far carico di materie importanti come la sismica, l’autorizzazione unica ambientale, l’autorizzazione unica energetica e i relativi incroci con la Via e la Vas. Sollecitato dalle domande dei consiglieri l’assessore Bartolini è anche tornato sul problema della polizia provinciale e del bando per l’assunzione di 94 persone in Regione. «L’Umbria – ha detto Bartolini – è la regione italiana con il più alto rapporto popolazione-personale della polizia provinciale. Spero entro il 2016 riuscire a riassorbire questo personale. Il decreto legge 78 del 2015 prevede tre step precisi per questo problema: prima di tutto le Province devono verificare se con le risorse proprie riescono a mantenere almeno in parte il personale della polizia provinciale. In seconda battuta la Regione può mettere risorse per la vigilanza e il controllo, ma non per personale armato, non essendoci una polizia regionale».

Assunzioni La soluzione «potrebbe essere quella di dare risorse alle provincie per fare la vigilanza e controllo sulle funzioni che ora stiamo riassorbendo. Infine potrebbero intervenire i Comuni. Però dobbiamo anche fare una riflessione sul sistema dei controlli, che è un arcipelago. Per questo dobbiamo anche riorganizzare il personale che c’è in altri enti per riuscire a risparmiare». Quanto alle 94 assunzioni di giovani laureati finanziate con fondi comunitari e relative al «Piano di rafforzamento amministrativo», l’assessore ha spiegato che si tratta di assunzioni (a breve verrà pubblicato il bado) a tempo determinato di «94 persone altamente specializzate. Non è – ha assicurato – una procedura di stabilizzazione dei precari. Però prima diprocedere voglio ricollocare il personale delle province».

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