Marini e Tomassoni oggi a Perugia

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

E’ l’Umbria la prima delle regioni benchmark, ovvero quelle che faranno da punto di riferimento per tutte le altre per la definizione dei costi standard che riguardano la sanità. A renderlo noto è stata martedì la presidente Catiuscia Marini che ha convocato appositamente una conferenza stampa, insieme all’assessore alla Sanità Franco Tomassoni, per rendere noto, non senza una soddisfazione evidente, quello che ha definito «un riconoscimento importante per tutta l’Umbria». Insieme all’Umbria ci sono Marche, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. L’Umbria ha ottenuto il punteggio più alto (10) di quello che il ministero della Salute ha chiamato «Indicatore finale di qualità ed efficienza», sintesi di 19 parametri basati sui dati del 2011 e che riguardano i livelli essenziali di assistenza, la degenza media pre-operatoria, la percentuale di femori rotti operati entro due giorni, quella di ultra 65enni con durata di ricoveri oltre soglia, il costo medio dei ricoveri per acuti, la spesa farmaceutica pro-capite e così via. Insomma, un mix tra qualità dell’assistenza e quella della spesa.

TUTTI I RISULTATI DEI 19 PARAMETRI

La graduatoria Ora toccherà alla Conferenza Stato-Regioni, il primo agosto, scegliere tra queste cinque regioni le tre, tra cui obbligatoriamente ci sarà l’Umbria, per il calcolo dei costi medi standard. Guardando alla graduatoria il distacco con le altre quattro regioni è forte: l’Emilia, seconda, ha totalizzato 7,2, le Marche 3,6, la Lombardia 1,9 e il Veneto zero. Riguardo ad alcuni parametri, per i livelli essenziali di assistenza il punteggio dell’Umbria è 184, il terzo dopo Emillia (213) e Lombardia (195). L’incidenza percentuale dell’avanzo sul finanziamento ordinario è dello 0,55% (Veneto 1,29% e Marche 0,75%), mentre le fratture dei femori operati entro due giorni è del 33,8% (Marche 58%, Emilia 53%). «È un riconoscimento molto importante per tutta l’Umbria – ha detto Marini -, che dimostra come sia possibile avere un sistema sanitario pubblico in grado di garantire la massima qualità delle prestazioni, assieme all’equilibrio di bilancio».

La soddisfazione della presidente «Ciò testimonia – ha aggiunto – anche la possibilità per una piccola Regione, penalizzata dall’economia di scala dovendo comunque sostenere costi fissi a prescindere dal numero degli abitanti di raggiungere equilibrio di bilancio, pur mantenendo alto il livello della qualità delle prestazioni». La presidente ha poi aggiunto che il risultato ottenuto dalla regione «senza alcun ticket aggiuntivo» è frutto di un «lavoro di squadra che ha visto e vede impegnati tutti i soggetti che operano nel mondo della sanità pubblica». Sul tavolo rimane il problema del «sottofinanziamento del Fondo nazionale» e di una sanità che, secondo la presidente, andrebbe finanziata solo dalla fiscalità generale e non, come avviene ora, dai cittadini costretti a pagare oltre che con le tasse anche con ticket che coprono ad oggi il 25 per cento della dotazione del Fondo sanitario». «Per l’Umbria è una bella giornata – ha detto Tomassoni -: un risultato che ci gratifica per il lavoro svolto in questi anni e che assume un particolare rilievo se si considera che proprio in questi ultimi tre anni abbiamo registrato una forte riduzione delle risorse».

Tomassoni: aria nuova Tomassoni non ha nascosto che ci sono ancora dei problemi, come quello dei tempi delle liste di attesa per alcune prestazioni in un contesto dove «si respira un’aria nuova: ora – ha detto – si lavora tutti insieme ad un progetto di sanità regionale e la risoluzione dei problemi dipenderà anche da dal grado di integrazione». Secondo Tomassoni poi «la riforma della sanità sta funzionando così come il modello basato su due sole Asl». Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’assessore Stefano Vinti, che ha parlato di uno «straordinario risultato politico per l’Umbria».

Polemica Nevi-Locchi Sui numeri però è scontro politico con il Pdl che, attraverso il capogruppo a palazzo Cesaroni Raffaele Nevi invita la presidente «a non fare propaganda per oscurare i problemi della sanità umbra. Nevi sottolinea che entrare tra le cinque Regioni benchmark è già un buon risultato, ottenuto grazie al lavoro degli operatori sanitari, «nonostante le lottizzazioni politiche messe in evidenza dalle intercettazioni su Sanitopoli». «Noi – conclude – attendiamo l’attuazione della riforma da noi voluta e speriamo che non si ripeta quanto avvenuto per la sede della Asl n.2, che a distanza di nove mesi non si sa dove sia. Forse è itinerante?». A Nevi risponde il ‘collega’ del Pd Renato Locchi secondo il quale il pidiellino «scambia per propaganda dati oggettivi che non hanno eguali in Italia». Per Locchi «la presidente Marini ha saputo proseguire, in condizioni difficilissime, l’opera più importante realizzata dalla Regione Umbria, quella di dar vita ad un sistema sanitario pubblico di qualità eccellente. Questo dimostra che i modelli a netto orientamento pubblico non sono certo sulla carta inferiori a quelli che hanno aperto al privato, in alcuni casi anche mitizzandolo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.