Il tavolo sulla riforma di venerdì mattina

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

La riforma della sanità elaborata dalla giunta di Catiuscia Marini fa il suo esordio ufficiale di fronte alle parti sociali. Venerdì mattina infatti la presidente, insieme all’assessore alla Sanità Franco Tomassoni e al direttore regionale Emilio Duca, ha presentato le linee guida dei due atti che compongono il riassetto della sanità al tavolo tematico «salute e coesione sociale» dell’Alleanza per lo sviluppo. Di fronte ai sindacati, alle istituzioni locali, ai rappresentanti del terzo settore e a quelli delle imprese come Confindustria la presidente, chiudendo l’incontro, ha constatato che «c’è in tutte le parti sociali una diffusa consapevolezza di procedere, anche speditamente, verso la riforma».

La fase di partecipazione L’incontro di venerdì rappresenta il primo passo della fase di partecipazione che dovrà concludersi entro il 10 giugno, con l’obiettivo di adottare tutti e due gli atti in giunta entro il 20. Da lì, a luglio, toccherà al Consiglio regionale dare il via libera. I primi provvedimenti, come quello sulla centale unica del 118, sulla nuova logistica dei magazzini e sul sistema interno di assicurazioni, entreranno in vigore da qui a dicembre mentre il nuovo assetto istituzionale, con due Asl e due aziende ospedaliere integrate, scatterà dal primo gennaio.

LA RIFORMA PUNTO PER PUNTO

Cgil e Cisl Un assetto gradito alla Cgil che però piazza paletti precisi per quanto riguarda il personale: prima di tutto, ha spiegato il segretario regionale Mario Bravi, non si possono «fare risparmi comprimendo ulteriormente il fattore lavoro» mentre è necessaria una «contrattazione specifica» che coinvolga tutte le categorie interessate e il superamento del precariato. Nel complesso per Bravi quello di venerdì mattina rappresenta comunque l’avvio di un «pecorso positivo» che dovrà vedere il pieno coinvolgimento dei lavoratori. Al tavolo poi l’intervento della Cisl, attraverso il segretario Claudio Ricciarelli, si concentra sulla necessità di una riforma «condivisa, che consenta di migliorare il servizio spendendo meno risorse assicurando i livelli essenziali di assistenza ai cittadini». Anche nel caso dei cislini si chiede il coinvolgimento dei lavoratori per raggiungere quegli obiettivi sui quali, in larga parte, sembra esserci il semaforo verde del sindacato.

Confindustria: bene razionalizzare A piacere in particolar modo a Confindustria è la parola «razionalizzazione», a cui andrebbe affiancata una maggiore «sinergia» tra sistema di sanità pubblico e operatori privati. Quello che dà il direttore degli industriali perugini, Aurelio Forcignanò, all’illustrazione da parte della giunta dei due provvedimenti è comunque un giudizio positivo. «Oggi – spiega a Umbria24 – ci è stata rappresentata solamente la filosofia che sta dietro ai due atti, tuttavia mi pare che l’orientamento verso la razionalizzazione risponda alla necessità di perseguire un equilibrio di bilancio in un contesto di sempre minori risorse. Questo, secondo noi è positivo perché affrontare per tempo il problema può consentire di salvaguardare un buon livello di assistenza, caratteristica peraltro peculiare del sistema umbro, insieme a quello della virtuosità dei conti». Positivo, per il direttore di Confindustria, anche che cerchi di porre un freno alle spinte eccessivamente localistiche. «Va valorizzato quello che c’è – precisa – in un contesto di sistema complessivo». Giudizio positivo in generale, dunque, anche se «bisognerà poi vedere cosa si nasconde nelle pieghe del provvedimento».

Più spazio ai privati Un aspetto a cui tiene in particolare Confindustria è, però, un altro. «Pur non essendo questo il contesto – sottolinea Forcignanò – riteniamo che nel momento in cui si ripensa l’assetto regionale vada posto il principio di una migliore sinergia tra pubblico e privato, che in Umbria purtroppo finora non si è realizzata. Devo dire che un dialogo dietro nostra spinta è stato aperto: vedremo se porterà a qualche risultato». Da parte sua la presidente assicura, a Confindustria come a tutti glialtri soggetti coinvolti, «la disponibilità della giunta a valutare tutte le indicazioni e i suggerimenti emersi purché essi avvengano in un quadro unitario e complessivo». Comunque sia dal primo incontro la Marini ricava un’impressione positiva «soprattutto perché – ha aggiunto – le parti sociali hanno manifestato la loro condivisione della volontà di realizzare una rigorosa riforma della sanità in Umbria al fine di difenderne e valorizzarne tutte le sue qualità, ed allo stesso tempo operare le utili ed opportune azioni di razionalizzazione contenimento dei costi».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.