Dalla Cisl alla Cgil fino alle opposizioni sono diverse le reazioni alla dura relazione della Procura regionale della Corte dei conti, pronunciata venerdì da Rosa Francaviglia in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, sulla gestione della sanità. I consiglieri regionali di tutti i gruppi di opposizione sottolineano che «come forze di minoranza avendo segnalato, a più riprese, questa situazione ormai fuori controllo, ci limitiamo ad esprimere profonda preoccupazione». «Invitiamo dunque la giunta regionale, e in particolare la presidente Tesei – scrivono – a fare una profonda riflessione sulle gravissime criticità fin qui emerse e le chiediamo ancora una volta di attuare tutte le iniziative utili a riportare il sistema sanitario umbro in una condizione di sostenibilità, efficacia, efficienza e correttezza, nell’interesse dei cittadini umbri».
LA PROCURA: «INADEGUATI CONTROLLI SUI PRIVATI»
Cgil Sulla stessa lunghezza d’onda la Cgil e la Fp, il sindacato della funzione pubblica che parla di «parole pesanti». «Non possiamo dirci di certo stupite da queste affermazioni – dicono Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria, e Desirè Marchetti, segretaria generale della Fp Cgil dell’Umbria – che non fanno altro che confermare le denunce che come sindacato lanciamo da tempo e che sono state alla base di una lunga mobilitazione, con tanto di manifestazione regionale a Perugia partecipata da migliaia di persone, mobilitazione che resta assolutamente aperta». Il sindacato sostiene poi che i privati in questi anni hanno allargato la propria sfera d’influenza e invita a «non nascondere la testa sotto la sabbia. Il nodo delle assunzioni, promesse e mai realizzate – concludono – quello strettamente collegato delle liste d’attesa e la privatizzazione strisciante in atto sono i problemi da aggredire subito con atti concreti e investimenti. Se così non sarà la Cgil alzerà ancora il livello della mobilitazione».
Cisl Il segretario regionale della Cisl Angelo Manzotti invece parte dalla girandola di direttori: «I cambi al vertice – dice – se repentini e frequenti, hanno ricadute negative in termini di qualità del servizio e di performance aziendale». Il primo marzo il sindacato terrà una riunione ad hoc sulla sanità, a partire dalle liste d’attesa: «Un ostacolo insormontabile – scrive Manzotti – per chi si trova nella condizione di doversi curare, sino a vedersi costretto a rinuciare, ma anche di chi si rivolge alla sanità pubblica per un controllo, per fare prevenzione». Quanto alle 26 Case di comunità finanziate col Pnrr la Cisl sottolinea che «ancora non hanno trovato né una concreta realizzazione né una definizione delle figure professionali che saranno presenti in esse». Oltre a ciò, «stiamo assistendo ad una preoccupante fuoriuscita di personale specializzato dal sistema pubblico che si riversa in altre regioni o nel settore privato». Per tutti questi motivi il sindacato chiede alla giunta un tavolo per affrontare «le gravi criticità».
