di Ma.So. Gia.

«Passano gli anni ma i problemi restano. In particolare le liste di attesa per prestazioni sanitarie e visite specialistiche non accennano a scorrere più rapidamente diminuire, anzi sembra che la situazione peggiori di giorno in giorno. Alcune prestazioni non sono nemmeno prenotabili per le liste infinite, chi non può permettersi visite private rischia di dover aspettare anni. Il sindaco intervenga per salvaguardare la salute dei cittadini». Questa la proposta della consigliera Comunale Doriana Musacchi (gruppo Misto), passata lunedì mattina in Seconda commissione. Il tema ha messo d’accordo maggioranza e opposizione, riscuotendo l’ok anche di chi è del mestiere, ovvero i medici Sergio Armillei  (Lega) e Comunardo Tobia (M5s): «Un problema territoriale che va risolto».

La seconda Commissione «È un argomento che più volte è stato messo in evidenza anche in recenti audizioni – ha sottolineato il dottor Sergio Armillei (Lega)- . Il territorio non riesce ad organizzarsi e non trova soluzioni. I medici mancano, è un problema nazionale e c’entra anche il numero chiuso nelle facoltà di medicina. Non è un argomento semplice, è multidisciplinare se il governo fa scelte ancora più restrittive fra poco non avremo più specialisti».

Medici di base insufficienti Per la presidentessa Rita Pepegna: «In ogni famiglia c’è disagio per accedere a visite specialistiche. Lunedì prossimo verranno sottoposte al consiglio le nostre proposte per il nuovo piano sanitario regionale. Potrebbe essere quella l’occasione per risolvere questa problematica annosa. Indubbiamente il problema è sul territorio, partendo dai medici di base che sono oberati e insufficienti. Per poter anche solo parlare col medico è faticosissimo. Manca la chiarezza l’organizzazione deve essere rivista».

‘Le persone non si presentano agli appuntamenti’ Giusto continuare a discuterne anche per i consiglieri Michele Rossi (Terni civica) e Comunardo Tobia (M5s): «Il Covid ha fatto da lente di ingrandimento a delle situazioni precedenti – ha specificato il pentastellato -. Se prima avevamo delle liste di attesa lunghe, ora alcuni esami non sono più prenotabili. La situazione è peggiorata. Chi va in pensione non viene sostituito. Ci dicono che sono state fatte assunzioni ma molte sono semplici stabilizzazioni di chi era assunto a tempo determinato ed è stato portato a tempo indeterminato. Noi abbiamo differimenti di interventi chirurgici perché i reparti vengono chiusi o spostatati. Proprio in questi giorni ad esempio la sala operatoria di ginecologia è stata spostata in chirurgia e dovranno concordare con loro gli interventi più urgenti. A volte però sono le persone stesse che sono causa di liste di attesa – ha ammesso il Tobia -. Molte persone prendono l’appuntamento e non si presentano. È un sistema in generale che non va poi ovvio il covid ha peggiorato la situazione».

Visite in notturna Il consigliere Dem Francesco Filipponi passa ai fatti e sottolinea come già nel 2019 «Fu fatto un piano per l’abbattimento delle liste di attesa che prevedeva visite anche in orari notturni o in fasce orarie fuori dalle solite ore lavorative con i sanitari che davano la loro disponibilità. Ora, ovviamente sarebbe molto complicato con le regole Covid ma trovo appropriato l’atto della Musacchi che riporta l’attenzione sul tema».

Mancano posti letto per interventi ordinari «Il discorso è che fondamentalmente deve essere l’Usl a sopperire a queste problematiche – ha dichiarato il consigliere di maggioranza Armillei a conclusione dei lavori -. Le liste di attesa, anche per interventi ordinari programmati, stanno aumentando perché mancando una assistenza primaria tutti i malati Covid vengono ricoverati in ospedale. Vengono saturati tutti i posti letto per ricoveri programmati da questi malati. Però è un problema del territorio l’assistenza primaria. Ci si dia da fare in qualche modo per curare i malati covid non gravi a casa perché negli ultimi giorni vi segnalo che c’è stata gente parcheggiata 24 ore in pronto soccorso perché non si trovava un posto. Dobbiamo spingere il territorio a trovare soluzioni per scaricare il carico di lavoro dell’ospedale». Alla fine della discussione la votazione senza sorprese: atto approvato all’unanimità.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.