L'assessore Bartolini (foto F.Troccoli)

«Il dottor Maurizio Dal Maso, neo direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni, ci ha comunicato che risulta solo indagato, non c’è stato un rinvio a giudizio, per fatti del 23 maggio 2007, 24 aprile 2008, e maggio 2011». A spiegarlo, mercoledì al termine della lunga seduta del consiglio regionale durante il quale è stata riconfermata la fiducia alla presidente Catiuscia Marini, l’assessore alla Sanità Antonio Bartolini che ha risposto a un’interrogazione del capogruppo del M5S Andrea Liberati. «Dal punto di vista della questione della legittimità – ha aggiunto Bartolini – esiste il decreto normativa anticorruzione che addirittura richiede delle verifiche nella fase di nomina da parte della struttura regionale e della Regione su eventuali condanne riportate, perché questo è elemento ostativo rispetto al quale c’è anche la sanzione della sospensione di chi fa la nomina, cosa che è già avvenuta. Noi, in base all’istruttoria esperita dagli uffici, abbiamo avuto tre certificazioni, una quando c’è stata l’iscrizione all’albo, e poi prima e dopo con cui appunto è stato accertato che non esistono condanne. Stante la presunzione di innocenza, dal punto di vista politico riteniamo che la nomina sia pienamente legittima».

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Orlandi Nell’altra parte dell’interrogazione Liberati oltre a chiedere notizie sullo status giudiziario di Dal Maso, parla dei 50 euro dati durante la campagna elettorale da Walter Orlandi a Catiuscia Marini. «Non ritengo sia – ha risposto Bartolini – una questione problematica in quanto l’elenco è ufficiale, è depositato in Corte d’Appello e il nome del dottor Orlandi è insieme ad altri nomi di dipendenti pubblici, e mi sembra, mi corregga se sbaglio, che altrimenti ci sarebbe una prerogativa della libertà di espressione del proprio pensiero, del proprio credo politico visto che la cosa è pubblica». Parole che non hanno convinto Liberati: «solo in chiusura di giornata che uno dei nominati è formalmente indagato per presunti reati contro la Pubblica Amministrazione, non ci è stato detto, ma di questo si tratta, mentre l’altro se l’è cavata con cinquanta euro per assicurarsi altri anni da dirigente apicale, stavolta della sanità umbra. Io credo che siamo alla frutta». Sempre Bartolini ha risposto a un’altra interrogazione, quella presentata giorni fa da Eros Brega che chiedeva chiarimenti riguardo una nomina fatta negli ultimi giorni del suo mandato dall’ormai ex direttore dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari.

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Nomine «Ieri – ha detto Bartolini – ho ricevuto da Maurizio Dal Maso una risposta in cui si comunica che non sussistono atti aziendali di conferimento di incarico in struttura complessa ospedaliera nei confronti della dottoressa Barzacchi». Bartolini ha anche chiarito, in merito all’interrogazione presentata da Maria Grazia Carbonari (M5S) in cui si parla, a proposito di nomine, di un «presunto percorso costruito senza previa, rigorosa istruttoria tecnica», che «la questione non è di legittimità, ma di merito amministrativo, cioè di opportunità politica. Dal punto di vista giuridico ritengo che la procedura sia del tutto legittima». «Non sono soddisfatta. ho qualche dubbio – ha replicato Carbonari – che sia stata fatta effettivamente la valutazione dei 108 curriculum. Sentir dire dalla presidente Marini che l’innovazione si fa con nuovi protagonisti, che questo è un processo riformatore, che agisce con autonomia e indipendenza, mi ha fatto domandare se la presidente ha letto il discorso prima di parlare in Aula».

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Gli arretrati L’ultima interrogazione trattata nel corso della seduta è stata quella del forzista Raffaele Nevi, intervenuto sulla questione del pagamento, disposto con una sentenza dal tribunale di Perugia, ai dirigenti medici degli arretrati dell’indennità di esclusività per il periodo dal 2010 al 2015. «La sentenza – ha detto Bartolini – è stata appellata in Corte d’Appello. Bisogna bilanciare il problema della decisione con la definitività da parte della Cassazione, in modo da avere una copertura di fronte ad eventuali responsabilità erariali. Chiederò una relazione molto dettagliata da parte dei miei uffici, che leggerò con attenzione per relazionare poi, in modo puntuale, entro 15/20 giorni». Un approfondimento che secondo Nevi non servirà a molto, dato che «altre Regioni hanno già pagato e non vedo perché i nostri medici devono avere un trattamento diverso dagli altri».

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