Il sindaco Fratini

Il Comune di San Giustino dice addio all’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni. Ad annunciarlo è stato il sindaco Paolo Fratini durante un intervento fatto martedì in consiglio comunale, in cui ha reso nota la lettera spedita all’Anci nazionale e a quella regionale: «Non ci rappresenta più». Nella cittadina dell’Alto Tevere non è la prima volta che si parla di un’ipotesi di questo tipo, tanto che già nell’agosto di un anno fa l’assessore la mise sul tavolo con le stesse motivazioni usate da Fratini qualche ora fa. «Non è più tollerabile – ha spiegato ieri sera in aula il primo cittadino – che vengano premiati i comuni con la tassazione più alta e penalizzati quelli che cercano di tenere le aliquote più basse, come cerca di fare pur con enormi difficoltà il nostro».

Le motivazioni Il motivo del contendere riguarda i centinaia di milioni di euro, distribuiti tramite il governo ai comuni, relativi al cosiddetto fondo perequativo Imu/Tasi. Fondi dei quali il Comune di San Giustino, come nel 2014, non beneficia. «Vogliamo dare un segnale forte per contrastare da un lato la politica dei tagli lineari, che in un primo momento aveva una sua ratio, dall’altro il continuo flusso di denaro pubblico destinato a sanare realtà poco virtuose. Ci sono enti che da anni e senza imposizione di legge, hanno intrapreso la strada della salvaguardia dei propri bilanci contenendo il carico fiscale – prosegue Fratini – questo però non interessa a nessuno. Non è corretto che i nostri cittadini debbano pagare le inefficienze di altre realtà». Nel mirino perciò finisce il parere positivo dato dall’associazione guidata da Piero Fassino in seno alla Conferenza Stato-Regioni.

La lettera «A beneficiare di questo fondo – aggiunge Fratini – sono i comuni che anteriormente all’introduzione della Tasi avevano aliquote Imu che raggiungevano il tetto massimo consentito e che pertanto in virtù di questo si vedono concedere anche un premio dallo Stato». Nella lettera il sindaco sottolinea che «comprendiamo come il continuo stravolgimento delle normative tributarie non aiuta a fare una programmazione seria e sostenibile, ma sarebbe ora che almeno parte dei trasferimenti tenessero in considerazione aspetti legati alle buone pratiche amministrative, quali il rispetto dei termini di pagamento, fattore cruciale del buon funzionamento dell’economia nazionale, il grado di riscossione delle entrate correnti e il rispetto dei parametri riferiti ai fabbisogni standard».

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