Un terremoto politico mai visto in Umbria. La sconfitta del centrosinistra a Perugia con l’elezione di Andrea Roimizi primo sindaco di centrodestra della storia cittadina porta Perugia alla ribalta nazionale. Romizi lunedì sera verrà intervistato a Porta a Porta di Bruno Vespa, martedì ad Agorà su Raitre, più tutti i principali quotidiani. E intanto le reazioni si sprecano, da parte di tutte le forze politiche.
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Arcudi e Bori Dall’interno, il centrosinistra prova a darsi una scossa. Per l’ex vicesindaco e recorman delle preferenze Nilo Arcudi «la democrazia e la poltica sono fatte di vittorie e di sconfitte, di gioie e di amarezze. Ma amiamo la democrazia ed amiamo la politica per questo. Perugia ha scelto e la scelta và rispettata pienamente. Auguri ed in bocca al lupo al nuovo sindaco di Perugia Andrea Romizi. Il risultato di ieri però non cancella, anzi, dà ulteriore valore al risultato della lista ed al mio personale del 25 maggio: continuerò, come ho fatto in questi anni, solo a servire Perugia e restando uniti avremo presto di avere nuove vittorie, nuove gioie». Il consigliere Pd Tommaso Bori fa i complimenti a Romizi ma lo invita a «una presa di distanza dall’imbarazzante spettacolo a cui abbiamo assistito ieri sotto Palazzo dei Priori in cui si alternavano offese personali, cori violenti, saluti romani e cantate di “faccetta nera”».
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Guasticchi Parte attiva in campagna elettorale l’ha avuta anche Marco Vinicio Guasticchi, presidente della Provincia di Perugia e membro della direzione nazionale del Pd. «Va preso atto del risultato uscito dalle urne fatto di luci (Terni, Foligno e Orvieto) e ombre con le sconfitte, su tutte, di Perugia e Spoleto – dichiara Guasticchi -. La democrazia impone di accettare il volere popolare facendo tesoro di quanto espresso dagli elettori attraverso un’attenta analisi del voto. Gli umbri il 25 maggio hanno in maniera significativa detto ‘sì’ alla politica di Matteo Renzi non replicando in maniera omogenea quel voto l’8 giugno nelle realtà territoriali. Il Pd umbro – aggiunge Guasticchi – sono certo che saprà, a questo punto, capire che il partito dovrà assumere concretamente quell’impronta aperta e riformista sollecitata da Renzi. Ciò che vogliamo è un partito che non ha paura del confronto, un partito che esca dalla strettoia dei Circoli per andare in campo aperto, nelle piazze, nella comunità, nei quartieri, nei luoghi di aggregazione. A Wladimiro Boccali vorrei ricordare usando una metafora calcistica che quando si perde si perde tutti e bisogna subito rialzarsi per tornare a vincere».
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Ascani Per la deputata Anna Ascani «questo risultato negativo, più che la fine di un’epoca, è l’inizio di un’altra, che chiama il Partito democratico ad un protagonismo completamente nuovo: da oggi inizia il percorso che ci porterà a riconquistare Perugia al centrosinistra. Non credo alla favola del nuovo e del vecchio Pd, perché si vince e si perde insieme, sempre; tuttavia l’impressione di chiusura ed autorefenzialità ha allontanato il partito e l’amministrazione del capoluogo dai cittadini e dal loro consenso. Ed è ciò di cui ci si deve in fretta liberare per riprendere al meglio il cammino».
Sereni e Gasbarra La vicepresidente della Canera, la folignate Marina Sereni, sottolinea che «in democrazia ci sta che si vinca e si perda. L’esito dei ballottaggi in Umbria, e per alcune altre situazioni a livello nazionale, tuttavia non può essere archiviato come un mero incidente di percorso. Nel Paese la geografia politica è cambiata, per la sinistra non esistono più da tempo zoccoli duri né zone sicure, ciò rappresenta una sfida e apre anche nuove opportunità per le forze riformiste e democratiche». Per l’europarlamentare Enrico Gasbarra «la sconfitta di Perugia è un vero e proprio shock che deve spingere tutti noi democratici impegnati nel partito e nelle istituzioni a lavorare da subito per adeguare le federazioni locali alla velocità e alla modernità messa in campo dalla segreteria nazionale. Il messaggio è chiaro quando non c’è Renzi i nodi vengono al pettine».
Flamini (Prc) Tra gli alleati ci va giù duro il segretario provinciale del Prc, Enrico Flamini, per il quale «la sconfitta di Boccali al ballottaggio di Perugia rappresenta un fatto politico drammatico ed inappellabile. Rifondazione ha partecipato alla ricostruzione della coalizione su basi programmatiche e ha lavorato con ostinazione alla definizione di una lista unitaria della sinistra. Anche su questo aspetto, nonostante il risultato positivo de L’Altra Europa, la sinistra perugina ha perso un’occasione importante presentandosi divisa e non riuscendo così ad entrare in consiglio comunale. Una sconfitta di cui ci sentiamo tutto il peso. Detto questo, le responsabilità del Partito democratico rispetto alla sconfitta finale, a partire dalle primarie farsa e dalla rinuncia sistematica ad una cabina regionale sulle elezioni, sono enormi. Soprattutto aver alimentato sul sindaco del capoluogo di regione e di primo mandato un dibattito infinito sulle primarie come strumento salvifico ha espulso la politica dalla discussione e dalle priorità vere per Perugia».
Forza Italia Dal centrodestra le dichiarazioni sono di giubilo. Il capogruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi esprime, a nome anche di Fiammetta Modena e Rocco Valentino, «grande gioia ed enorme soddisfazione per la straordinaria affermazione di Andrea Romizi che entra nella storia della nostra Regione e diventa un simbolo della nuova classe dirigente di Forza Italia dell’Umbria. La giovane età, la serietà, l’equilibrio, la competenza e l’esperienza maturata in anni di opposizione sono stati il mix giusto per sconfiggere una sinistra autoreferenziale e solo attaccata al potere».
Perari Il coordinatore comunale di FI, Massimo Perari esprime «grandissima soddisfazione. Forza Italia è da oggi di fatto, grazie all’effetto trainante della vittoria dell’ottimo Andrea Romizi, con i 9 seggi conquistati, il partito più rappresentato in seno al consiglio comunale della città. Non è stata una battaglia facile, siamo riusciti a far passare il messaggio della necessità di cambiamento per la guida di Perugia e i cittadini ci hanno ripagato con la loro fiducia. Da domani si parte con l’attuazione del programma: sicurezza e taglio agli sprechi da subito in agenda».
Fratelli d’Italia Di «un vero e proprio terremoto per la politica umbra» parla il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Andrea Lignani Marchesani. «Quello che è avvenuto – aggiunge – apre ora scenari enormi anche per le prossime elezioni regionali, scenari che presuppongono in tempi rapidi una proposta alternativa, la più estesa possibile e condivisa dal territorio. Non è più tempo di piccoli egoismi o rendite di posizione. Una classe dirigente è tale se progetta il futuro astraendolo dalle proprie persone. Tradotto: occorre capire chi vuole starci mettendo anche una pietra sopra a scelte avventate e discutibili e decidere in Umbria il candidato presidente».
M5s Dal Movimento 5 stelle il deputato umbro Filippo Gallinella sottolinea come «Perugia cambia ‘colore’ dopo 70 anni. Tale risultato non sarebbe stato possibile senza il decisivo contributo del Movimento5Stelle che ha rimesso al centro dell’ultima campagna elettorale i temi principali del buon governo della città e spinto per il cambiamento. Non solo protesta,dunque, ma anche proposte. Vigileremo con massima attenzione sull’operato delle nuove amministrazioni elette domenica». Gli fa eco il M5s di Perugia che augura buon lavoro a Romizi che precisa: «Il voto dei perugini che hanno deciso di recarsi alle urne è stato conseguenza di una scelta libera e priva di condizionamenti da parte del M5s che ha deciso, coerentemente con i suoi valori e con quanto annunciato nel corso della campagna elettorale, di lasciare libertà di coscienza nella scelta del sindaco. Il MoVimento 5 Stelle Perugia, a differenza di altri, non ha cercato “apparentamenti di poltrone” e nonostante i soli tre seggi assegnati, in virtù di una legge elettorale che finisce nei fatti di per tradire l’elettore, la fiducia del 19% dei cittadini che credono nel Movimento e che ha determinato il primo ballottoggio nella storia di Perugia, rappresenta un’opportunità straordinaria che sapremo raccogliere e valorizzare in Consiglio comunale e nelle prossime elezioni regionali 2015».
Gaudiosi Dalle parti sociali parla il segretario regionale dell’Ugl Umbria Enzo Gaudiosi: «il nuovo governo della città presti maggiore attenzione ai lavori, ai problemi di Perugia, all’emergenza sicurezza e a tutte le criticità che in questi anni sono state trascurate. Il tutto senza dimenticare la lotta agli sprechi, ai privilegi e alle sacche di potere. La campagna elettorale è finita, adesso è il momento di lavorare per cambiare rotta».
