«Si prendano subito in considerazione misure a tutela dell’ambiente e delle aziende». E’ l’appello lanciato in queste ore da Movimento 5 Stelle e Lega Nord tramite gli interventi dei neoeletti consiglieri regionali Andrea Liberati e Emanuele Fiorini dopo l’incendio che nella notte tra domenica e lunedì ha coinvolto gli impianti della Cores di Vascigliano di Stroncone.

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Cinque stelle Secondo Liberati «è impossibile escludere che il rogo abbia portato all’emissione nell’aria di diossine e altri inquinanti» e servono ordinanze mirate per «la gestione dalla filiera alimentare, le attività all’aperto, la tutela della sicurezza dei lavoratori delle aziende dell’area industriale di Vascigliano». «Non possiamo aspettare una settimana prima che escano i dati delle analisi Arpa così come successo in altre recenti occasioni. I sindaci dei Comuni interessati, Leopoldo Di Girolamo di Terni, Francesco De Rebotti di Narni e Alberto Falcini di Stroncone devono immediatamente porre in essere tutte le misure precauzionali necessarie alla tutela della salute pubblica. Ci appelliamo ai vertici dell’Arpa affinché invitino fortemente le istituzioni politiche locali ad intervenire quanto più celermente ed efficacemente possibile con l’emanazione di ordinanze che prescrivano precisi protocolli di gestione dalla filiera alimentare, sulle attività all’aperto, sulla tutela della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini».

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Lega Nord «Chiediamo di definire prontamente un protocollo di azione – scrive in una nota Fiorini della Lega – e agire in maniera lineare e trasparente, evitando qualsiasi pressione dall’esterno e possibili strumentalizzazioni da parte di chi intende salvaguardare solo interessi personali. Chiediamo all’Arpa di valutare ogni rischio ambientale presente nella zona e invitiamo le autorità competenti a chiarire le cause che hanno scatenato il rogo, cercando di capire, inoltre, se la Cores aveva attive tutte le misure antincendio previste dalle normative vigenti. Auspichiamo inoltre che non si ripeta quanto accaduto dopo il rogo del 2009 alla Ecorecuperi e che vengano tutelati i tanti coltivatori e allevatori della zona. Se in primis bisogna infatti pensare alla salute dei cittadini, non bisogna dimenticare, però,chi sta ancora pagando gli errori, l’inefficienza e le mancate promesse delle istituzioni di sei anni fa».

Rifondazione comunista «Il rogo che nella notte tra domenica e lunedi è divampato all’interno dell’ex azienda Cores, nei pressi della zona industriale di Vascigliano, pone delle serie preoccupazioni per le pericolose conseguenze che può comportare a carico dell’ambiente e della popolazione. L’incendio ha interessato materiali plastici, come Pvc, trattati dall’azienda e dunque elementi la cui combustione produce sostanze altamente tossiche, tra cui la famigerata diossina di cui, in queste zone, si porta triste ricordo. Memori proprio della tragica vicenda dell’incendio della Ecorecuperi del Luglio 2009 e delle dannose ricadute non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sull’agricoltura e l’allevamento locale e quindi sul tessuto economico di un’intera comunità, ci domandiamo come mai non fosse stato instaurato, a tempo debito, un protocollo di sicurezza tra i soggetti responsabili, per la prevenzione e il pronto intervento nel caso del ripetersi, come avvenuto, di tali eventi. Nella zona, infatti, dove sono presenti pure alcune abitazioni, ci sono diverse aziende che trattano materiali altamente infiammabili ed inoltre sono da poco sorti due impianti di combustione da biomasse che attendono solo la messa in marcia. Perciò ci stupisce, che non ci si sia dotati di un piano di azione in caso di incendi, da mettere in campo tempestivamente per la messa in sicurezza della zona e per una repentina comunicazione dei comportamenti da adottarsi da parte della popolazione limitrofa. Solo lo straordinario lavoro da parte del corpo dei vigili del fuoco, a cui esprimiamo piena solidarietà per le carenze denunciate e in particolare per chi ha riportato conseguenze nell’intervento, ha evitato l’estendersi delle fiamme all’adiacente rimessaggio, impedendo un ulteriore aggravamento della già preoccupante situazione. Ci auguriamo che la triste vicenda della Ecorecuperi e la scriteriata gestione che venne fatta dell’emergenza e degli eventi a seguire, non si riproponga ancora una volta e che il monitoraggio delle sostanze tossiche venga effettuato in continuo, per poter verificare al meglio il punto di ricaduta delle stesse. Il Prc chiede inoltre agli organismi preposti, che tale vicenda venga seguita con la massima attenzione e solerzia e che venga creato un gruppo di crisi fra i diversi enti coinvolti, al fine di coordinare al meglio le azioni di intervento e controllo, per garantire la massima trasparenza e partecipazione da parte della popolazione, all’esito delle verifiche in corso. Auspichiamo infine che si possa risalire quanto prima alle cause all’origine dell’incendio, avvenuto al margine della ripresa dei lavori da parte dell’azienda, che se che in caso di conferma di dolo, dovrebbe portare ad importanti e seri interrogativi».

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