No alla creazione di un’Agenzia forestale per assorbire i compiti delle comunità montane, ma affidarli ai privati attraverso accordi con le Province. Questa in sostanza la proposta di riforma di Pdl e Lega in Regione, che l’hanno presentata questa mattina in conferenza stampa, pochi giorni dopo la preadozione della giunta del ddl che intende cancellare le comunità montane. L’intento è proprio quello di «scavalcare la riforma della presidente Marini che non colpisce il cuore del problema ed appare “gattopardesca”». Come? Abolendo l’Agenzia regionale per l’agricoltura (Arusia) e trasferendone le funzioni alle strutture della Regione. Sciogliendo poi le comunità montane con il passaggio delle mansioni e del personale alle Province così da ridurre le spese agevolando incentivi e prepensionamenti e affidando alcuni servizi a privati.
Per Andrea Lignani Marchesani «si tratta di pochi articoli che vogliono prefigurare una Regione differente, che non si occupa di creare posti e poltrone ma di fornire servizi efficienti. La riforma varata dalla giunta Lorenzetti nel 2007 ha svuotato il ruolo delle comunità montane, privandole del loro legame con i territori e indebolendole. Ora la giunta Marini vuole creare una grande Agenzia forestale, mentre noi vogliamo abolire l’Arusia, trasferendo le sue funzioni all’assessorato regionale». Sciogliendo le comunità montane, ha aggiunto Lignani, «elimineremo amministratori, presidenti e assessori, mentre applicando alcuni incentivi e affidando alcuni lavori ai privati sosterremo la sussidiarietà e ridurremo le spese. Per quanto riguarda il personale forestale assunto a tempo determinato per lavori stagionali – ha aggiunto l’esponente del Pdl – verrà assicurata la continuità del rapporto di lavoro fino alla scadenza del contratto in essere, prevedendo la possibilità per le Province di formulare accordi con le categorie professionali di riferimento al fine di affidare a soggetti esterni la gestione dei compiti a loro trasferiti, con la possibilità di assorbire il personale in questione». Infine Lignani ha spiegato che è necessario «scardinare un opprimente centralismo regionale, rafforzato con la riforma del 2007, che ha tolto risorse e competenze ai Comuni solo per poter controllare territori in cui il Pdl ha conquistato importanti Amministrazioni comunali».
