L'opposizione in Consiglio regionale boccia le riforme della giunta

L’ombra di Mario Monti sulla riforma endoregionale. O almeno così la pensa l’onorevole pdl Pietro Laffranco che lunedì mattina, insieme a tutti i consiglieri regionali del Popolo delle Libertà e a Luciano Rossi, ha prospettato che a stoppare quella che vede come una «mega-stabilizzazione di precari che la maggioranza umbra si appresta a fare» sarà proprio il governo Monti. Il riferimento di Laffranco e del gruppo Pdl è all’accordo tra la giunta regionale e le organizzazioni sindacali «in cui si prefigura la promessa di costruire – ha detto – un percorso privilegiato che porti alla stabilizzazione dei dipendenti con un contratto a tempo determinato delle comunità montane, Umbriaflor, Umbria Natura e dei cosiddetti “sessantunisti”».

Esclusi i privati «Ogni volta che hanno fatto questo tipo di operazioni, ed è successo più volte negli ultimi anni – rincara la dose la portavoce Fiammetta Modena -, quelli del centrosinistra hanno sottolineato che era l’ultima volta». Nevi ha fatto rilevare «la netta chiusura al privato di questo tipo di approccio alle riforme», ha spiegato che, «il Pdl, accusato dalla sinistra di voler mandare la gente per strada, vuole invece soltanto un approccio diverso al problema: le associazioni delle categorie produttive, infatti, sarebbero invece disponibili a riassorbire tutto il personale necessario a fornire i servizi in questione».

Riforma che arriva in ritardo Al di là delle questioni relative al personale il giudizio del Pdl sulla riforma, «che arriva in grave ritardo», è complessivamente negativo, tanto che il partito è pronto a dare battaglia a tutto campo. Non si vedono riduzioni della spesa significative, tanto che il Pdl sostiene che «se non cala la spesa pubblica regionale, l’Umbria è destinata a scomparire». Tra le tante cose non convincono il principale partito d’opposizione c’è poi, ad esempio, l’Agenzia per la forestazione: «C’è il timore – dice il Pdl – che possa finanziarsi mettendo ulteriori tasse». «Questo ddl – dicono – conferma la pervicace volontà della sinistra umbra di non cambiare il modo di gestire le risorse pubbliche e di non rinunciare al clientelismo invece che abbracciare la cultura del merito e della responsabilità». Negativo il giudizio anche sulle Unioni speciali di comuni che secondo Andrea Lignani Marchesani dovrebbero essere su base volontaria: «Il centrosinistra così – spiega – vuole garantirsi il controllo di territori in cui il Pdl ha conquistato sindaci e consensi».

Rossi: avete letto un’altra legge «Evidentemente i consiglieri del centrodestra hanno letto un’altra proposta di legge» l’assessore regionale al Biancio Gianluca Rossi. «Non  abbiamo infatti previsto – continua – alcuna stabilizzazione di personale precario, come in più occasioni e dettagliatamente ho cercato di spiegare ai consiglieri del centrodestra. Così come più volte ho sottolineato la validità di una proposta di legge di riforma che porterà, conti alla mano, a risparmi consistenti di risorse e ad una maggiore efficienza complessiva del sistema. Ma non c’è peggior sordo di chi è mosso solo da argomentazioni che sono frutto di una polemica strumentale e di propaganda politica».

Via libera dalla Terza commissione Giovedì l’articolato verrà votato dalla Prima commissione del consiglio regionale, mentre lunedì a dare il via libera(sei sì e quattro astensioni) è stata la Terza presieduta dal socialista Massimo Buconi. La commissione ha poi deciso di acquisire elementi di maggior conoscenza sulla sanità umbra in vista del prossimo piano sanitario e dei suoi rapporti con l’Università, accogliendo in tal senso due richieste formulate nell’ordine da Sandra Monacelli (Udc) che ha proposto di organizzare eventuali visite e sopralluoghi nelle realtà ospedaliere di Perugia e Terni e di Paolo Brutti (Idv), sugli scenari futuri della sanità e sui contenuti della nuova convenzione con l’Università. Favorevole si è dichiarato il presidente Massimo Buconi che si è riservato di sottoporre alla Commissione un calendario di incontri e di iniziative mirate.

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